Ospedali: Albani indica Pescara per il Dea di II livello, Marsilio prende le distanze

di Redazione | 12 Giugno 2020 @ 10:22 | POLITICA
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L’AQUILA – Hanno prevedibilmente innescato una ridda di polemiche le affermazioni di Alberto Albani, primario del pronto soccorso di Pescara e responsabile dell’unità di crisi istituita dalla Regione Abruzzo per l’emergenza Coronavirus, che ieri durante un’audizione in Commissione Sanità del Consiglio regionale ha indicato il nosocomio pescarese come l’unico che può ambire a divenire Dea di II livello, quello cioè con funzioni di più alta qualificazione.

Sulla scelta la politica è ancora divisa e ormai da anni è in atto un braccio di ferro tra il capoluogo adriatico e L’Aquila e Teramo, nonostante sulla carta la Regione lo abbia già assegnato a Chieti-Pescara.

“Spiegazioni ai consiglieri di maggioranza” sono subito state chieste da Sandro Mariani, consigliere regionale del centrosinistra (lista Abruzzo in Comune), che ha auspicato che l’assessore alla Sanità Nicoletta Verì “riferisca subito in Commissione: abbiamo il diritto di sapere che cosa sta accadendo, se qualcosa sta accadendo. Di certo, farò di tutto affinché non accada che si realizzi un super ospedale a Pescara dimenticando il resto d’Abruzzo”.

Verì dal canto suo ha ribadito che la giunta regionale intende andare verso una riorganizzazione della rete ospedaliera basata sui cosiddetti hub e spoke, che prevede la concentrazione della casistica più complessa in un limitato numero di sedi hub (centri di eccellenza) e di centri periferici spoke, dove vengono inviate le persone che hanno superato una certa soglia di complessità.

“È stato realizzato un ospedale covid che prevede 200 posti in più per il Santo Spirito – ha ricordato Mariani – questo è fino a prova contraria, e si è fatto passare come un ospedale per l’emergenza”.

Stamattina la presa di posizione del presidente della Regione Marco Marsilio di Fratelli d’Italia: “Non conosco la ragione per la quale il dottor Albani abbia espresso la sua personale opinione sui dea di secondo livello in Abruzzo, visto che era in commissione per parlare in qualità di referente per l’emergenza sanitaria – afferma in una nota – . Ad ogni modo e a scanso di equivoci e fraintendimenti, è bene ribadire che si tratta di una sua opinione personale, che non coinvolge né impegna in alcun modo l’amministrazione regionale”.


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