SULMONA – Il NurSind della provincia dell’Aquila interviene in merito alle dichiarazioni diffuse a seguito dell’incontro tra il Direttore generale della Asl 1 e le istituzioni locali presso l’Ospedale di Sulmona. Il sindacato degli infermieri, pur comprendendo «l’enfasi» con cui il sindaco e i rappresentanti regionali hanno accolto le prospettive illustrate, segnala come tali rassicurazioni non affrontino le criticità strutturali e assistenziali che da anni interessano il presidio ospedaliero.
Secondo il NurSind, l’attenzione mostrata sulla possibilità di registrare la nascita dei bambini come avvenuta a Sulmona «non compensa il degrado progressivo delle potenzialità assistenziali», fenomeno attribuito principalmente alla gestione degli ultimi quindici anni. Il sindacato rileva come la soddisfazione manifestata dalle istituzioni locali derivi anche «da una scarsa informazione» riguardo alle condizioni complessive dell’Ospedale.
Il Direttore generale, insediatosi da meno di due mesi, viene assolto dal sindacato da responsabilità pregresse; tuttavia, il NurSind ricorda il «deficit di bilancio di circa 100 milioni di euro» ereditato dalla precedente governance, che – secondo recenti dati di stampa – colloca la Regione Abruzzo nelle fasce più basse per efficienza del sistema sanitario nazionale.
Il NurSind elenca una serie di problemi che riguardano percorsi assistenziali, logistica, ambienti e sicurezza:
• Mancata separazione dei percorsi sporco/pulito, tra ricoverati, utenti ambulatoriali e visitatori.
• Sale d’attesa dell’Ala Bolino utilizzate come corridoi di transito, prive in alcuni casi di servizi igienici (ambulatori di Oncologia/Oncoematologia, Neurologia e Diabetologia).
• Promiscuità di utenze molto diverse – neonati, bambini, donne gravide, pazienti cardiologici, utenti con disturbi psicologici o alimentari – in aree che coincidono con il transito di barelle dal Pronto Soccorso e pazienti ginecologiche dirette alle sale operatorie.
• Concentrazione al quarto piano di più ambulatori ad alta affluenza (Ortopedia, Urologia, Chirurgia, Preospedalizzazione, Terapia del dolore) con sala d’attesa priva di adeguato ricambio d’aria.
• Coesistenza nella stessa area della Cardiologia/UTIC e della Rianimazione, con commistione di spazi, personale e visitatori, esponendo pazienti fragilissimi a potenziali rischi infettivi.
• Accorpamento di Pediatria/Neonatologia e Ostetricia/Ginecologia, nonostante la possibile presenza di bambini affetti da patologie infettive.
• Carenza di strumentazione, attrezzature, personale, farmaci, tecnologie informatiche e servizi telematici efficienti.
Il sindacato evidenzia come tali questioni «non possano essere oscurate dall’annunciata sistemazione del CUP e degli Uffici amministrativi», il cui trasferimento – pur positivo – non riguarda la sicurezza, la qualità dei percorsi clinici e la funzionalità dei servizi sanitari.
In conclusione, il NurSind afferma con tono ironico ma preoccupato:
«Possiamo stare tranquilli: tutto si risolverà fra tre o quattro mesi, quando sarà tagliato il nastro del nuovo CUP e degli uffici amministrativi».









