Ordini professionali, nel mirino gli iscritti che usano i social network

di Redazione | 20 Maggio 2021 @ 06:00 | LA LEGGE E LA DIFESA
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Ordini professionali, nel mirino gli iscritti che usano i social network. L’intenzione degli ordini è emanare delle linee guide, che prevedano anche delle sanzione e dei procedimenti deontologici, ma anche momenti di formazione, per aiutare a gestire il rapporto tra professionista e social network.

Ordini professionali, nel mirino gli iscritti che usano i social network

Ultimamente è stato il Consiglio nazionale dei commercialisti che, con una nota diffusa lo scorso 30 marzo, ad informare gli iscritti di aver fatto delle modifiche al codice deontologico. In particolare è stato modificato l’articolo 39. I commercialisti dovranno usare le piattaforme social con rispetto e considerazione e preservare l’immagine e il decoro della professione. Dovranno assicurare l’osservanza dei doveri di integrità e comportamento professionale e rispettare colleghi e organi di categoria.

In caso di violazioni si può incappare in sanzioni disciplinare che, per i casi più gravi, posso arrivare fino alla sospensione dell’attività per alcuni periodi. Sulla stessa lunghezza d’onda si sta muovendo l’ordine dei consulenti del lavoro. Il Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro ha organizzato anche dei corsi per insegnare ai propri iscritti come utilizzare al meglio i social per promuovere la propria attività professionale.

Stesso discorso nel mondo sanitario. La  Fnopi, Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche, ha già dal 2018 un documento in cui si ricorda che «ogni comportamento che leda la professione e l’immagine dei professionisti attraverso i social sarà punito» e che «la rappresentanza professionale si impegna a essere guida ed esempio per un buon uso dei social». La Fnopi inoltre individua alcuni principi base a cui ispirarsi nell’utilizzo dei social, dal rispetto della privacy dell’assistito al mantenimento dei confini professionali anche online.

Sempre in ambito sanitario un documento simile è in corso di elaborazione da parte della Federazione nazionale degli ordini dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo).

Tra i problemi più spinosi, poi, c’è quello della pubblicità online, viste le stringenti norme degli ordini in materia di pubblicità professionale. Il Consiglio nazionale forense ha modificato nel 2015 l’articolo 35 dell’ordinamento professionale (legge 247/2012), relativo al «dovere di corretta informazione». Il legale, visto il nuovo articolo, può utilizzare qualsiasi mezzo per promuovere la propria attività rispettando i doveri di verità. correttezza, trasparenza, segretezza e riservatezza, facendo in ogni caso riferimento alla natura e ai limiti dell’obbligazione professionale. Vietate le informazioni comparative con altri professionisti.


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