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Opera Demopratica, 25 appuntamenti per costruire l’ecosistema culturale dell’Aquila

Opera Demopratica, 25 appuntamenti per costruire l’ecosistema culturale dell’Aquila
Venticinque appuntamenti tra incontri, conferenze, mostre e workshop per costruire un possibile Ecosistema delle Imprese Culturali

Venticinque appuntamenti fino al 13 dicembre tra incontri, conferenze, performance, installazioni, mostre e workshop per costruire un possibile Ecosistema delle Imprese Culturali e Creative dell’Aquila.

È il nuovo Public Program dell’Opera Demopratica L’Aquila, percorso promosso dal Comune dell’Aquila e da Fondazione Pistoletto Cittadellarte, con il supporto del Ministero della Cultura, nell’ambito del programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026.

Avviato il 6 settembre, il programma nasce da un processo di ascolto, confronto e co-progettazione che ha coinvolto organizzazioni, associazioni, istituzioni, imprese, artisti, studenti e cittadini.

L’obiettivo è mettere in relazione le realtà culturali già presenti sul territorio e creare le condizioni perché possano riconoscersi come parte di un ecosistema comune, capace di proseguire anche oltre l’anno della Capitale italiana della Cultura.

La mappatura realizzata finora coinvolge 107 organizzazioni, con 58 realtà attive nel percorso. Sono 97 le persone che hanno partecipato alle attività di mappatura, mentre il Forum ha riunito circa 120 partecipanti in cinque tavoli di discussione.

Il Public Program rappresenta il passaggio dalla costruzione della rete alla sua attivazione pubblica e condurrà fino alla stesura del Manifesto dell’Ecosistema delle Imprese Culturali e Creative dell’Aquila, che sarà presentato il 12 dicembre.

I 25 appuntamenti sono articolati in quattro incontri dedicati alla costruzione del Manifesto, 18 iniziative raccolte sotto il titolo “Semi” e tre “Percorsi”. Tra gli eventi è prevista anche, il 4 dicembre a Palazzo Spaventa, una Lectio Magistralis di Michelangelo Pistoletto.

Tra i prossimi appuntamenti, venerdì 18 settembre alle 16, a Palazzo ex ONMI, si terrà “Creare?”, primo incontro del Tavolo Manifesto.

Al centro del confronto ci sarà il ruolo delle imprese culturali e creative nello sviluppo dell’Aquila e la possibilità di considerarle una vera infrastruttura per la città.

Interverranno Paolo Naldini, direttore di Fondazione Pistoletto Cittadellarte, Alberto Bonisoli, direttore del Centro Studi Federculture e già ministro della Cultura, Pierluigi Frezza, presidente ANCE L’Aquila, e la manager culturale Paola Lopes.

Il Tavolo Manifesto proseguirà il 2 ottobre con “Connettere?”, dedicato alle condizioni necessarie per trasformare un insieme di imprese in un ecosistema, e il 6 novembre con “Partecipare?”, incentrato sul ruolo delle persone nella costruzione dell’infrastruttura culturale aquilana. Il percorso culminerà il 12 dicembre con la presentazione pubblica del Manifesto.

Il 19 settembre, sempre a Palazzo ex ONMI, sono invece previste l’inaugurazione dell’installazione partecipata “La Casa dei Sogni”, ideata da Giorgio Serri, e la conferenza “La sedia che non c’è”, dedicata al tema dei bambini senza famiglia. Il 25 settembre, al Dipartimento di Scienze Umane, sarà la volta del workshop “Edifici spettacolari”, inserito nell’ambito di Street Science L’Aquila.

Il percorso affonda le proprie radici nel Forum dell’Opera Demopratica, ospitato il 29 e 30 maggio a Palazzo Spaventa, quando cinque tavoli tematici hanno messo a confronto realtà culturali, istituzioni, imprese, associazioni e cittadini sui bisogni del territorio e sul ruolo della cultura nello sviluppo della città.

“Partecipare significa contribuire in prima persona a scrivere le regole future della cultura all’Aquila”, afferma il sindaco Pierluigi Biondi, invitando chi lavora, produce o semplicemente ama la cultura a prendere parte al percorso.

Per il coordinatore dell’Opera Demopratica L’Aquila, Giacomo Bassmaji, il tessuto culturale cittadino è “vivace, ricco di energie e di talenti”, ma risente ancora di frammentazione e della difficoltà di trovare luoghi comuni nei quali incontrarsi e sviluppare le proprie attività.

Da qui, secondo Bassmaji, la necessità di rafforzare il dialogo tra arte e cultura e gli altri attori sociali della città, fino alla proposta di una Casa delle Culture come spazio condiviso per l’ecosistema culturale aquilano.