Onna, l’Accademia Belle arti dona una copia della statua della Madonna delle Grazie

Venerdì primo luglio sarà consegnata la copia della statua che potrà uscire in processione e rinnovare il rito dedicato alla Madonna

di Redazione | 30 Giugno 2022 @ 12:09 | CULTURA
statua
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L’AQUILA –  L’Accademia di Belle arti dell’Aquila presenta la copia della statua rinascimentale della Madonna delle Grazie di Onna. Venerdì prossimo 1 luglio alle ore 18:15 presso Casa Onna si svolgerà un incontro per raccontare il progetto che ha restituito alla spiritualità dei fedeli la possibilità di riportare in processione la tanto venerata Madonna in Trono con Bambino che, restaurata dopo il sisma del 2009, è custodita nella Chiesa di San Pietro ad Onna e per motivi di tutela non può più lasciare l’altare dove è conservata.

Si tratta di un’opera realizzata con plastiche Pet, riciclabili, di grande qualità mentre la doratura è stata  eseguita secondo la tecnica tradizionale ma con supporti moderni; questo per garantire la massima resistenza della statua alla late temperature ed ai raggi ultravioletti; alla sua realizzazione hanno contribuito diverse discipline e scuole dell’istituto. Domani, infatti, la copia della statua della Madonna delle Grazie di fine ‘400 verrà presentata al parroco Don Cesare e agli onnesi dal presidente e dalla direttrice Abaq, Rinaldo Tordera e Maria D’Alesio, ed illustrata dai professori Franco Fiorillo – decorazione e tecniche delle dorature –, Gabriella Forcucci – restauro di manufatti lignei – e Massimo Ceroni  – restauro materiali lignei e lapidei-.

L’iniziativa è un altro segnale della volontà di rinascita di una Comunità, quella di Onna, attraverso la conservazione delle tradizioni religiose che sono tutt’uno con la storia del paese cancellato dal sisma del 6 aprile 2009 e, dopo 13 anni, ancora in ricostruzione. Dopo il terremoto la chiesa parrocchiale è stata ricostruita grazie ai fondi della Repubblica federale tedesca. Con gli stessi fondi è stata restaurata la Madonna lignea risalente alla fine del 1400 molto venerata dagli onnesi. Si tratta di un’opera d’arte molto delicata tanto che la Soprintendenza ha chiesto con forza agli abitanti che l’immagine sacra non venga più portata in processione come era accaduto per almeno 200 anni  perché il rischio che subisca danni strutturali irreparabili è concreto. Gli onnesi per non rinunciare alla statua in processione hanno pensato  di farne una copia da utilizzare per le sole cerimonie all’esterno. E qui è entrata in gioco l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila con il suo  presidente Rinaldo Tordera e con la direttrice Maria D’Alesio che  hanno accolto con entusiasmo l’appello degli onnesi e, nell’ambito dei programmi didattici e con l’impegno di docenti e studenti, in pochi mesi hanno realizzato la copia che sarà donata a Onna.

Al termine dell’incontro la  “copia” sarà trasportata  nella chiesetta di legno costruita dopo il sisma e intitolata proprio alla “Madonna delle Grazie”   dove resterà anche in futuro salvo l’utilizzo che se ne farà per la processione nella festa parrocchiale prevista quest’anno domenica 3 luglio. La Messa di domenica 3 luglio alle 11 sarà celebrata dall’arcivescovo cardinale Giuseppe Petrocchi che benedirà anche la statua realizzata con tecniche modernissime dall’Accademia di belle Arti.

LA STORIA DELLA FESTA. Secondo la documentazione rintracciata nell’archivio parrocchiale di Onna la festa dedicata alla Madonna delle Grazie venne organizzata per la prima volta in un arco temporale compreso fra il 1815 e il 1820 (200 anni fa). Nel periodo precedente, nelle annotazioni dei vari libri parrocchiali (in particolare laddove vengono riportati nel dettaglio i conti) non si fa mai riferimento a cerimonie particolari dedicate alla Madre di Dio se si eccettuano quelle  in uso in tutto il mondo cristiano. Sappiamo però che la devozione degli onnesi alla Madonna delle Grazie affonda le sue radici a cavallo fra il 1400 e il 1500.

Infatti la statua lignea della Madonna delle Grazie  è opera  d’arte che gli esperti datano alla fine del 1400. Sull’autore ci sono diverse ipotesi. Si è parlato in particolare di Sebastiano de Cola da Casentino e di Carlo dell’Aquila, attribuzione quest’ultima che a oggi sembra la più convincente. La devozione mariana è testimoniata anche dal fatto che nel corso del 1700, la famiglia Pezzopane fece realizzare un altare all’interno della chiesa di San Pietro dedicato alla Madonna con una nicchia sovrastante. Altare e nicchia che è possibile vedere ancora oggi dopo il bel restauro effettuato nell’ambito dei lavori di ricostruzione della chiesa parrocchiale.

 


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