Omicidio a Pescara, 17enne ucciso a coltellate nel parco Baden Powell. Arrestati due liceali

di Redazione | 24 Giugno 2024 @ 17:01 | CRONACA
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PESCARA – Omicidio nella scorsa notte a Pescara dove un ragazzo di 17 anni, Christopher Thomas Luciani, è stato ucciso con 25 coltellate da due coetanei, che hanno continuato a colpirlo (probabilmente con un coltello da sub) anche quando il ragazzo era già esanime a terra. Pare che all’origine dell’aggressione ci sia un debito di droga di circa 200 euro. 

La vittima si trovava in una comunità da venerdì sera, dove non ha mai fatto ritorno. A denunciare il fatto, dopo aver realizzato la gravità dell’accaduto, è stato un ragazzo che aveva trascorso il pomeriggio e la serata con i due arrestati.

Il corpo è stato ritrovato fra i muraglioni della ferrovia e le erbacce del parco Baden Powell, dietro un campetto di calcio, nel centro di Pescara. All’arrivo del 118 la vittima era già senza vita. Sono stati vani i tentativi di rianimarlo.

Dopo il delitto i due indagati sono andati in uno stabilimento a fare il bagno al mare per disfarsi del coltello, non ancora ritrovato. Si tratta di due adolescenti, figli di famiglie note nella zona: una è quella di un maresciallo dei carabinieri, che comanda una stazione di un paesino nella provincia di Pescara; l’altra è quella di una professionista iscritta all’Ordine degli avvocati, ma che da anni si dedica all’insegnamento.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Volante, la polizia scientifica, il 118, il procuratore capo Giuseppe Bellelli, il pm di turno Gennaro Varone, il procuratore capo del Tribunale per i minorenni de L’Aquila David Mancini, il pubblico ministero minorile di turno Angela D’Egidio e il medico legale Cristian D’Ovidio.

La dichiarazione del Sindaco di Pescara, Carlo Masci

“Quella che si è consumata ieri a Pescara è una tragedia. L’omicidio di un giovanissimo, che sarebbe avvenuto per mano di altri ragazzi, lascia sgomenti e senza parole, qualunque sia il movente e lo scenario in cui è maturato il fatto di sangue. Al di là delle motivazioni, che non conosciamo, non si può morire quando si ha una vita intera davanti, così come è assurdo che ci si macchi di un delitto così grave. Queste sono ore preziose, per chi indaga, e qualsiasi ricostruzione sarebbe frettolosa e parziale per cui è bene lasciar lavorare gli inquirenti. Una prima risposta c’è già stata, immediata e puntuale, su questo assassinio: non avevo dubbi che ciò accadesse e ringrazio coloro che sono impegnati da ieri sera a ricostruire tutto per chiudere il cerchio. Purtroppo sono state immediate e puntuali anche le polemiche politiche di chi è esperto non di sicurezza ma di sciacallaggio e ha nuovamente dimostrato di non saper tacere neppure di fronte alla morte di un ragazzino. Tutti ci dobbiamo interrogare sui limiti e le mancanze della nostra società nei rapporti con i più giovani: le istituzioni, il mondo della scuola, le famiglie devono tutelare e sostenere sempre i ragazzi, prevenendo o frenando qualsiasi devianza o deriva, e quando avvengono episodi di questa gravità è chiaro che bisogna porsi delle domande. Il mio abbraccio va alla famiglia e agli amici della vittima e il mio pensiero va anche alle famiglie di chi è coinvolto nell’omicidio, travolte da un fatto così grave”.


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