‘Oltre il musp’: “Basta con il silenzio sulla ricostruzione delle scuole”

La referente del comitato nato all'indomani del sisma Silvia Frezza: "I cittadini e le cittadini tenuti all'oscuro e esclusi dalle decisioni. Su sicurezza delle scuole e sulla ricostruzione torni la partecipazione pubblica"

di Marianna Gianforte | 21 Luglio 2022 @ 06:09 | ATTUALITA'
oltre il musp
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L’AQUILA – “Una pietra in mezzo al nulla. Un nulla non soltanto paesaggistico, ma anche dal punto di vista della conoscenza, della partecipazione dei cittadini e delle cittadine alle scelte dell’amministrazione comunale. Nessuno sa nulla, nessuno del Comune fa conoscere alla popolazione questo percorso verso la ricostruzione delle scuole”. E’ dura la presa di posizione della commissione ‘Oltre il musp’, nata all’indomani del terremoto del 2009 per fare da pungolo alle amministrazioni politiche affinchè consentissero ai cittadini di partecipare alla ricostruzione delle scuole e che, per voce della sua referente Silvia Frezza, commenta così la cerimonia di consegna del cantiere alla ditta che dovrà realizzare il polo scolastico Gignano-Torretta-Sant’Elia, avvenuta ieri.

Una cerimonia alla quale hanno preso parte i rappresentanti dell’impresa e i referenti dal Comune, “ma non le persone che vivono in quel territorio e che nella scuola dovranno portare i loro figli e figlie”, dice Frezza, che torna a battere ancora sull’assenza di un canale di comunicazione con il Comune. “Chiunque può dire: ‘Oggi metto la prima pietra, tra due anni la scuola riconsegnata’, chiunque può farlo; addirittura si prevede una viabilità dedicata: e ai cittadini chi ha spiegato tutto questo? Oggi siamo a luglio 2022, nel gennaio 2024 dovrebbe essere costruito l’intero polo: in tredici anni ci hanno messo a credere di tutto, ci hanno detto tutto e il suo contrario. Infatti, in 13 anni soltanto due scuole pubbliche sono state ricostruite: una, la primaria Marele Ventre di Pettino, sottodimensionata, e non ha potuto accogliere tutta la sua popolazione scolastica essendo stata realizzata senza un criterio e senza un’idea di città, e, infatti, non si è potuto nemmeno fare un discorso in prospettiva e capire che quella era una zona in espansione e che la scuola non avrebbe potuto accogliere tutti i suoi alunni e tutte le sue alunne. Poi, è stata riconsegnata la scuola primaria di Arischia, che è, invece, sovradimensionata: le famiglie hanno lasciato il territorio, sono andate altrove, e ancora non tornano e chissà se lo faranno – denuncia Frezza -, a fronte di una bellissima scuola, nuova, antisismica, ricostruita in una zona importante della città, chissà il suo destino quale sarà”. Scuole che arrivano in conclusione di percorsi amministrativi già avviati dalla precedente Giunta comunale.

“Per tutte le altre scuole noi sappiamo che c’è il nulla – prosegue Frezza -. Non ci viene detto niente, nonostante le nostre continue richieste. Si pensi che il sindaco, in cinque anni della passata amministrazione, non ci ha mai ricevuti, nonostante le nostre richieste di appuntamento. Durante la campagna elettorale ci ha risposto in occasione dell’assemblea pubblica sulla ricostruzione delle scuole, che si è tenuta a giugno alla villa comunale, dicendo che non sarebbe potuto essere presente per precedenti impegni: dunque, in campagna elettorale ci risponde, ma sempre con un diniego. Vorremmo che ci fosse più partecipazione, più conoscenza: è vero tutto quello che comuncia il sindaco? E’ vero che sono previsti interventi per le scuole di Sassa, Paganica, per Giovanni XXIII? Per ora a parole, ‘a chiacchiere’ come si suol dire, ma ad agire così sono bravi tutti. Di qui, però, a documentare i percorsi reali verso una reale ricostruzione, il discorso è ben diverso”.

Frezza ricorda l’epilogo della ricostruzione della scuola della frazione di Sassa: “Con tanto di masterplan risalente al 2015, arrivato con un percorso partecipato che ha coinvolto assessori, consiglieri, cittadini e cittadine del posto, le scuole: un percorso di partecipazione che è durato anni e che ha portato all’elaborazione di un masterplan, riguardante non soltanto la ricostruzione della scuola, ma anche la rivalutazione di tutto il territorio di Sassa, che ha bisogno di una nuova viabilità (la famosa variante di cui si parla da 30 anni) e che ha bisogno di essere coinvolto in riqualificazioni e un rilancio sociale, aggregativo, politico. Zero. Nemmeno una parola – è l’accusa di Frezza -. Sappiamo che hanno addirittura spostato il sito della scuola rispetto a quanto previsto nel masterplan a causa dell’individuazione, nell’area della collocazione precedente, di presunte faglie o microfaglie. Ma il nuovo (sul terreno dell’istituto agrario, dietro la scuola delle suore, all’epoca, risultò collocato in zona alluvionale: tutte notizie che arrivano a ‘smozzica bocconi’, una modalità operativa della quale siamo stanchi, perché ci esclude continuamente. Zero partecipazione, zero coinvolgimento, zero conoscenza di quello che si sta facendo o non facendo e di cui destinatari sono i cittadini e le cittadine: è un ritorno indietro, al passato, dopo aver sperimentato tante pratiche di confronto e di partecipazione che comportavano impegno ma rendevano cittadini e cittadine più soddisfatti e consapevoli”.

E poi, la sicurezza degli edifici scolastici: “La scuola, il suo contesto, il suo ambiente intorno devono essere sicuri per proteggere i bambini e le bambine. Sulla sicurezza scolastica – annuncia la referente di ‘Oltre il musp’ -, riprenderemo le nostre attività di sensibilizzazione e di sollecitazione verso l’amministrazione a settembre, a ridosso della riapertura delle scuole: vogliamo risposte sulla ricostruzione e sulla sicurezza scolastiche!”.


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