“Ogni spreco di oggi è un torto alle future generazioni”, Draghi e i giovani

di Cristina D'Armi | 19 Febbraio 2021 @ 07:30 | POLITICA
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L’AQUILA –  I giovani al centro del Governo Draghi.

“Ogni spreco oggi è un torto che facciamo alle prossime generazioni, una sottrazione dei loro diritti […]. L’auspicio è che il desiderio e la necessità di costruire un futuro migliore orientino saggiamente le nostre decisioni”.

Con queste parole, il neo presidente del consiglio Mario Draghi, nel discorso con il quale ha ottenuto piena fiducia, ha evidenziato le insidie della ricostruzione post pandemia che dovrà essere improntata alla flessibilità, al pragmatismo, ma anche alla trasparenza

La creazione di un debito fatto per politiche che non sono di investimento o rinnovamento radicale del modello di creazione di valore, infatti,  non potrà, secondo Draghi,  che riversarsi sotto forma di nuovi oneri nel futuro dei giovani di oggi.

Il rischio è definito dal neo Premier come plausibile dati i miliardi di euro che sono stati riversati nell’economia mondiale, nel tentativo di limitare gli effetti della pandemia da Covid-19, A riguardo sono stati pensati  interventi c.d. “helicopter money” quali erogazione “a pioggia” diretta di denaro sui cittadini. Alcuni, come ad esempio il Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, hanno presentato la cancellazione del debito creatosi per effetto della pandemia. Altri, come il commissario Europeo all’Economia Paolo Gentiloni, hanno espresso i propri dubbi circa l’opportunità di far tornare attivi gli obblighi del patto di stabilità, secondo cui il deficit pubblico non deve superare il 3% del Pil e il debito pubblico non deve superare il 60% del Prodotto interno lordo.

I giovani al centro del Governo Draghi

La diffusione del coronavirus, però,  ha provocato effetti negativi non solo sul piano sanitario ed economico, ma anche su quello culturale ed educativo. Altro danno che ricade sempre sulle nuove generazioni. I sussidi richiesti dai Paesi europei, tra cui anche l’Italia, “Servono a sopravvivere, a ripartire”. Ma quando si esauriranno, il rischio è che ai giovani resti “la mancanza di una qualificazione professionale, che potrà sacrificare la loro libertà di scelta e i loro redditi futuri”. Si rischia la “distruzione di capitale umano di proporzioni senza precedenti dagli anni del conflitto mondiale”.

“La costruzione del futuro, perché le sue fondazioni non poggino sulla sabbia, non può che vedere coinvolta tutta la società che deve riconoscersi nelle scelte fatte perché non siano in futuro facilmente reversibili”.


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