Oggi iniziano le votazioni per il nuovo Presidente della Repubblica

di Redazione | 24 Gennaio 2022 @ 11:28 | POLITICA
DL TERREMOTI
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Dopo mesi di attesa e di tensioni politiche fra i partiti, oggi a partire dalle 15.00 inizieranno le votazioni che porteranno all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. La peculiarità della procedura per l’elezione del nuovo Capo dello Stato non risiede tanto nelle modalità di voto quanto nel corpus elettorale: ai 315 senatori, cui si aggiungono i 6 senatori a vita e ai 630 deputati vanno sommati 58 delegati regionali per un totale di 1.009 grandi elettori. La Costituzione prevede che, per essere eletto, il nuovo presidente della Repubblica debba raggiungere nei primi tre scrutini il quorum dei due terzi dei componenti dell’Assemblea (673 voti), mentre dal quarto scrutinio in poi basterà raggiungere la maggioranza assoluta dei votanti (505 voti). 

Alla luce di queste considerazioni, la situazione, prima delle votazioni, rimane ancora molto ingarbugliata per il fatto che nessuno schieramento ha i numeri per eleggere un proprio candidato in autonomia. Questo stallo potrebbe rendere i primi tre scrutini meramente interlocutori e darà la possibilità, dopo il passo indietro di Berlusconi, che emergano candidati trasversali. Il più accreditato sembra proprio quella del Presidente del Consiglio Mario Draghi, con la diretta conseguenza che i partiti di maggioranza, per scongiurare lo spettro delle elezioni anticipate, debbano ragionare anche su un eventuale nuovo nome da mandare a Palazzo Chigi. Sembra invece escluso, nonostante il pressing di alcune forze politiche, un secondo mandato per Sergio Mattarella che non vorrebbe far diventare una prassi ciò che è accaduto a Giorgio Napolitano nel 2013.

Per quanto riguarda i lavori parlamentari, questa settimana le Assemblee di Camera e Senato e le rispettive Commissioni non si riuniranno per le loro attività ordinarie per consentire il pieno svolgimento dell’elezione del nuovo Capo dello Stato.

Manca ancora l’intesa prima delle votazioni. Per il primo scrutinio tante saranno le schede bianche

Con ogni probabilità, il primo scrutinio per l’elezione del Capo dello Stato si terrà senza intesa tra i partiti e con l’unica certezza, salvo sorprese, che nelle urne finiranno molte schede bianche. La domenica di vigilia si consuma tra mosse tattiche, incontri, telefonate e veti incrociati. A smuovere le acque ci pensa però il segretario del Pd Enrico Letta che nell’incontro di oggi con Matteo Salvini chiederà una presa di posizione chiara su Mario Draghi.

Dopo l’uscita di scena di Silvio Berlusconi il centrodestra naviga a vista. La rosa di nomi annunciata da Matteo Salvini ancora non c’è anche se l’ex ministro fa sapere, dopo aver informato il Cavaliere, di essere al lavoro per candidature sulla cui “levatura difficilmente qualcuno potrà porre veti”. Le carte sono ancora coperte ma Salvini su due punti appare irremovibile: “Togliere Draghi da palazzo Chigi è pericoloso” e poi “Pier Ferdinando Casini non è un candidato del centrodestra”, un doppio messaggio che il leader della Lega recapita al premier e al resto delle forze politiche che sul nome dell’ex presidente della Camera sembrano aver aperto qualche spiraglio. In attesa delle proposte del centrodestra, Pd-M5s e Leu si sono ritrovati a conclave per mettere a punto la strategia; un nuovo incontro è in programma questa mattina ma LettaConte e Speranza formalizzano intanto una proposta: un tavolo con tutte le forze politiche per arrivare a un candidato condiviso. Nessun nome viene reso noto anche se il Pd individua nel fondatore della Comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi “il profilo di presidente ideale”. 


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