‘Occhio pigro’, campagna di screening per 1.300 bambini

Un bambino su dieci soffre della problematica dell'ambliopia, per tutto l'anno scolastico prevenzione nelle scuole dell'Aquila, grazie alla collaborazione tra il Lions Club L'Aquila con la onlus 'Una vista da aquilotto' e con il sostegno dell'ufficio scolastico provinciale

di Marianna Gianforte | 15 Novembre 2022 @ 06:04 | SALUTE E ALIMENTAZIONE
occhio pigro
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L’AQUILA – Un bambino su dieci soffre della problematica dell’ambliopia, il cosiddetto ‘occhio pigro’. Sono questi i numeri che ci si aspetta emergeranno dalla grande campagna di screening per la prevenzione dell’ambliopia già avviata da qualche giorno in 47 scuole dell’infanzia e 35 primarie del comprensorio aquilano grazie alla collaborazione tra il Lions Club L’Aquila con la onlus ‘Una vista da aquilotto’ attiva da diversi anni in città, che si occupa della gestione, diagnostica, terapia e riabilitazione, delle malattie dell’apparato visivo. Lo screening coinvolgerà 1.300 bambini di età compresa tra i 6 e i 7 anni. Per la prima volta dopo quattro anni di attività la campagna di prevenzione abbraccia tutte le scuole con un massiccio screening proprio con l’obiettivo di ‘scovare’ quanti più casi possibile del cosiddetto ‘occhio pigro’. Importante anche il ruolo dell’ufficio scolastico provinciale e della dirigente Paola Iachini.

“Tutto questo sarà possibile grazie al contributo dei volotari oculisti e ortottisti della onlus, tra cui la dottoressa Lorella Cetrullo e il dottor Domenico Di Lodovico che hanno già collaborato in passato”, hanno spiegato ieri nel corso di una conferenza stampa Rocco Totaro e Lelio Sabetti, in prima linea nella prevenzione dell’ambliopia. L’appello ai genitori è di aderire alla campagna preventiva senza preoccupazioni “per salvaguardare la salute della vista dei loro bambini e delle loro bambine”.  L’ambliopia è infatti una problematica difficile da individuare, i bambini non se ne accorge e anche per i genitori o per chi si prende cura di loro a casa e a scuola non è facile scoprirla: “Spesso – ha spiegato Sabetti – ci si accorge che il bambino non ci vede bene una volta arrivato alla prima elementare, quando non legge in modo adeguato ciò che è scritto alla lavagna, ma potrebbe già essere tardi. E’ un lavoro di prevenzione che va fatto già negli anni della prima infanzia”.

“Sottoporre i bambini a una visita oculistica al di sotto dei 6-7 anni è fondamentale – ha detto Totaro – in quanto l’ambliopia è una patologia ocupare tipica dell’età infantile che comporta un deficit monolaterale o bilaterale dell’acuità visiva, non correggibile con ausili ottici come gli occhiali, e che può divenare irreversibile se non trattata nei primissimi anni di vita”.

La diagnosi, dunque, ha ribadito Sabetti, “deve avvenire entro quel periodo di vita entro il quale il sistema visivo è ancora plastico e suscettibile di modifiche e di miglioramenti se trattato correttamente. Una patologia diffusa sempre di più in tutto il mondo. In una classe di 30 bambini probabilmente uno ne sarà affetto”.


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