Obbligo di comunicazione preventiva per le prestazioni occasionali

di Redazione | 06 Gennaio 2022 @ 06:40 | AMMINISTRAZIONE E FISCO
obbligo per prestazione occasionale
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Obbligo di comunicazione preventiva per le prestazioni occasionali. Cambiano le regole anche per le prestazioni occasionali disciplinate all’art. 2222 del c.c. e seguenti in materia di contratto d’opera.

Il “Decreto Fiscale”, D.L. 21 ottobre 2021, n. 146, convertito, con modificazioni, nella legge 17 dicembre 2021 n. 215, ha introdotto una novità rilevante per questa tipologia di lavoro al fine di svolgere attività di monitoraggio e contrastare forme elusive. La prestazione occasionale dovrà essere oggetto di preventiva comunicazione all’Ispettorato Territoriale del Lavoro, competente per territorio, da parte del committente, mediante sms o posta elettronica, secondo le modalità operative applicate in caso di rapporti di lavoro intermittente. La comunicazione preventiva obbligatoria all’ITL competente deve avvenire mediante l’invio di una mail all’indirizzo di posta elettronica certificata ovvero mediante il servizio telematico appositamente previsto, come avviene in caso di utilizzo di lavoratori a chiamata secondo le regole previste dall’art. 15, comma 3 del D.Lgs. n. 81/2015.

In caso di mancata comunicazione ovvero di violazione dei suddetti obblighi, si applichi una sanzione amministrativa di importo compreso tra 500 e 2.500 euro per ciascun lavoratore autonomo per cui sia Inoltre, l’Ispettorato del Lavoro può adottare un provvedimento di sospensione qualora riscontri che almeno il 10% dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro risulti occupato senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro o vi siano lavoratori autonomi occasionali in assenza delle condizioni richieste dalla normativa.

Ricordiamo che la durata del lavoro autonomo occasionale non può essere superiore a 30 giorni con lo stesso committente in un anno e che il soggetto che svolge l’attività di lavoro autonomo occasionale è tenuto a rilasciare una ricevuta al proprio datore di lavoro. Sulla ricevuta va apposta una marca da bollo (di 2,00 euro) se la prestazione supera i 77,47 euro.

Il compenso è soggetto ad una ritenuta a titolo d’acconto con aliquota del 20%, da versarsi entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento della prestazione, qualora il committente sia un sostituto di imposta ex art. 23 del D.P.R. n. 600/1973. In generale, sono sostituti di imposta tutte le imprese e le associazioni.

Un altro punto su cui occorre fare chiarezza è la famosa soglia dei 5.000 euro per il compenso. Il limite stabilito indica solamente che al di sotto di tale soglia non sono dovuti i oneri contributivi. Qualora l’importo cumulato delle prestazioni occasionali superi i 5.000 euro lordi vi è l’obbligo di iscrizione del lavoratore alla Gestione Separata INPS.

Sull’importo eccedente tale soglia si applicano le ritenute previdenziali stabilite, attualmente pari a: 34,23% per i soggetti che hanno diritto alla DIS-COLL, 33,72% per i soggetti che non hanno diritto alla DIS-COLL, 24% per i soggetti iscritti ad altre forme previdenziali o pensionati.

La contribuzione alla Gestione Separata INPS sarà dovuta in ragione dei 2/3 a carico del datore di lavoro e 1/3 a carico del lavoratore.


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