Nursing Up, De Palma: “Doppia marcia di Omicron”

di Redazione | 07 Gennaio 2022 @ 10:52 | SALUTE E ALIMENTAZIONE
Medici
Print Friendly and PDF

ROMA  –  Una riflessione di Nursing Up sull’incremento del tasso dei contagi e “del fallace sistema degli screening, legati sia ai tamponi che alle misurazioni anticorpali, queste ultime sporadiche, talvolta quasi inesistenti. Il quadro che emerge dalla nuova inchiesta targata Nursing Up, attraverso nostri referenti regionali, è davvero desolante, perché si registra di fondo la mancanza di un piano sinergico di coordinamento da parte del Ministero della Salute e tutto è affidato ancora una volta alla molto discutibile discrezionalità delle aziende sanitarie!” continua. “Nelle ultime 72 ore, attraverso i dati inconfutabili dell’Istituto Superiore Sanità, registriamo un aumento di oltre 6mila operatori sanitari infettati, ovvero oltre 5mila infermieri in soli tre giorni. Abbiamo il dovere, come sindacato rappresentativo che opera nell’ambito delle professioni sanitarie, di scavare a fondo per comprendere le ragioni di questa “tempesta perfetta” che sta travolgendo, con la sua onda anomala, i nostri infermieri.” incalza Nursing Up. 

Abbiamo dato corso a nuove indagini interne, Regione per Regione, per comprendere cosa accade all’interno dei nostri ospedali. I primi responsi, attraverso le testimonianze dirette dei nostri colleghi, dei soldati in prima linea impegnati nella nuova battaglia contro la quarta ondata, è a dir poco preoccupante.  Tamponi molecolari effettuati addirittura con una cadenza mensile nella maggior parte delle strutture e spesso solo nel caso di sintomi conclamati o di precedenti tamponi antigenici positivi.” conclude la riflessione Nursing Up mostrando un quadro completo delle ASL per regione. 

  • TRENTINO ALTO ADIGE
    I nostri referenti denunciano la totale assenza di continuità nei tamponi. Le aziende sanitarie non effettuano screening con nessuna cadenza periodica precisa, nonostante nelle aree covid gli infermieri vivano ogni giorno il contatto diretto con pazienti infetti.

  • PIEMONTE
    1. ASL TORINO 5: i tamponi non vengono effettuati regolarmente. 
    • AOU NOVARA: tra le situazioni più preoccupanti: tampone rapido antigenico di sorveglianza addirittura solo ogni 30 giorni, molecolare meno che mai, solo se viene fatta segnalazione di contatto stretto con un contagiato. Una volta che l’operatore risulta negativo, continua a lavorare senza altri controlli successivi ravvicinati.
    • ASL TORINO 3: Sorveglianza attiva unicamente affidata a tamponi rapidi, con tutti i rischi che ne conseguono.
    • ASL TORINO 4: il problema principale sembra essere strutturale, con la questione di percorsi non idonei. Un solo corridoio dove passano infetti e non infetti. Persone potenzialmente infette stazionano con persone sane ogni giorno in numerose strutture ospedaliere.
  • LAZIO
    Tra turni massacranti anche di 12 ore, gli ospedali romani come Sant’Eugenio e Tor Vergata vivono situazioni difficilissime. Anche qui la regola base è il tampone rapido, i molecolari compaiono solo in caso di sintomi conclamati o di tamponi antigenici positivi. 

Dati che vengono commentati da Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up

“Gli infermieri vogliono al più presto chiarimenti su quella che si presenta come una situazione paradossale e pericolosa. Certo è che al nostro sindacato arrivano sempre più sollecitazioni ad intervenire sulle aziende sanitarie. Molti ci chiedono se questi enti ed ospedali, con il “superficiale andazzo” dei tamponi rapidi, non si siano adagiati, tenendo un occhio socchiuso nella gestione di situazioni a prova di bomba”. 


Print Friendly and PDF

TAGS