Nursind, “la sanità marsicana è al collasso”

E' ora che intervenga il prefetto, rischi per pazienti ed utenti

di Redazione | 02 Maggio 2022 @ 17:40 | ATTUALITA'
grave carenza
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AVEZZANO – “La sanità nella Marsica è collassata. Ci sono strutture, come l’ospedale di Avezzano, ormai incapaci di garantire un minimo di assistenza senza far correre rischi enormi a pazienti e utenti. Una situazione gravissima di cui i vertici aziendali e la politica sia locale che regionale non si preoccupano minimamente, motivo per cui è ora che intervenga il prefetto”.

Torna ad alzare nuovamente la voce Antonio Santilli, segretario del Nursind della provincia dell’Aquila, allarmato per quanto continua ad accadere nella sanità marsicana.

“Il personale sanitario – tuona Santilli in una nota – già sfiancato da anni di sacrifici assurdi, continua ad ammalarsi di Covid-19. Lo stesso vale per chi in ospedale è ricoverato. E questo, sommato alla carenza cronica sia dello stesso personale sanitario, sia dei posti letto, fa sì che, ad esempio, all’ospedale di Avezzano ci siano reparti che non possono più effettuare ricoveri, con la conseguenza che chi ha bisogno di essere ricoverato è da giorni su una barella in un pronto soccorso che può contare soltanto su un medico e nonostante una struttura costruita per l’emergenza Covid-19 sia là davanti. Peccato che nessuno l’abbia mai aperta”.

“Addirittura – prosegue il sindacalista – al pronto soccorso dell’ospedale di Tagliacozzo sono finite le barelle disponibili. È normale una cosa del genere? È tollerabile, nel 2022, dopo tutto quello che è successo dallo scoppio della pandemia, continuare a dover far fronte agli scempi nei confronti della sanità pubblica? No, non è né normale, né tollerabile. Deve intervenire il prefetto, allora. Perché nessuno, né i vertici della Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila, né gli esponenti politici sia locali che regionali, sono interessati a risolvere questa gravissima situazione. Si sono chiusi tutti nelle loro stanze. E di quello che succede alla pelle viva delle persone, non interessa minimamente”.

“Da parte nostra – conclude Santilli – non possiamo fare altro che continuare a lottare, ma senza un intervento deciso, strutturale, definitivo, da parte di chi ha in mano il destino della nostra sanità, rischiamo di continuare a ripetere sempre le stesse cose”.


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