Claudia Conte: “La legge del cuore”

di Redazione | 25 Gennaio 2023 @ 18:26 | EVENTI
la legge nel cuore nuovo romanzo di claudia conte
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L’AQUILA – Nel nuovo romanzo “La legge del cuore”, Claudia Conte si cimenta con temi importanti, sentiti e attuali. Narra i destini di uomini coraggiosi e determinati, in un tempo sicuramente difficile. Ci sono anche i personaggi negativi, i violenti, i corrotti, quelli che navigano al di fuori del mare della legalità.

Siamo negli anni ’70 e i nostri protagonisti provengono da realtà fatte di miseria e povertà. Bellissima la dedica dell’autrice: “A Giovanni Falcone e Paolo Borsellino in occasione del trentennale delle stragi di Capaci e via D’Amelio”; non avrebbe potuto scegliere pensiero migliore.

Domenico Russo nasce nel 1959 in uno dei luoghi più poveri della Campania. Si vive di stenti attraverso il duro lavoro nei campi. L’alternativa è schierarsi con i presunti forti ed entrare nelle mafie o nelle camorre. Domenico perde la madre per una grave malattia. Ama studiare e vive di sogni. Subirà affronti e violenze a cui si oppone con il suo coraggio. Perderà il suo unico vero amico: Shaid.

Vito Catalano vive a Palermo ed ha la stessa età di Domenico. Proviene dal quartiere Zen. È figlio di un venditore ambulante e di una casalinga. A modo suo Vito è un duro, un onesto. Ha coraggio da vendere ed è un ragazzo di poche parole. Diviene amico di Salvatore, figlio di un potente capo clan; don Angelo Giordano. Sarà proprio don Angelo ad aiutare Vito nel momento più difficile della sua vita: la perdita del padre. Assicurerà appoggio incondizionato alla famiglia per favorire gli studi di Vito. In questo modo, il ragazzo non si “sporcherà” le mani in vicende criminali.

Negli anni a seguire, Domenico studierà a Napoli. Diventa avvocato e poi magistrato. In lui è vivo un grande senso di giustizia e di dignità, frutto di un passato non certo facile. Domenico vivrà la trincea, la prima linea. Catapultato in Sicilia avrà a che fare con la mafia e i poteri forti. Approderà poi a Roma nelle direzioni antimafia che coordinano le attività nei territori interessati. Sarà un lavoro duro, estenuante, decisamente pericoloso.

La narrazione di Claudia Conte si muove lungo due direzioni, rappresentando le storie dei due protagonisti nei rispettivi mondi. Anche Vito Catalano vive a Roma. È un commissario di polizia a cui sono stati affidati incarichi semplici; puro lavoro d’ufficio. Vivrà tra le sue carte senza grandi sussulti; poche la azioni da vivere. E pensare che proviene da un vissuto di strada difficile e problematico. Vito ha in sé forza inespressa, una tenacia frenata dai leggeri doveri di una “Scrivania” non appagante.

Scoprirà l’amore di Daniela in un’inaspettata azione in cui viene fuori, con forza, con legittima violenza, un sopito senso di giustizia e protezione. Sarà proprio Vito a “strappare” Daniela dalle grinfie di tre aguzzini; un’azione solitaria senza macchia e senza paura.

Anche Domenico vivrà l’amore di Ninetta, la segretaria dello studio legale di Napoli dove ha mosso i primi passi nel mondo della Legge, prima di diventare magistrato. Inevitabilmente, i due protagonisti si incontreranno per questioni riguardanti i rispettivi ruoli. “La legge del cuore” è una storia di eroi e di antieroi. La stessa autrice si chiede se possono esistere gli eroi.

Probabilmente esistono gli uomini, quelli con la “U” grande ed importante. Sono quelle persone che hanno, innato, un assoluto senso di giustizia. Sono coloro cui appartiene un profilo umano di elevato spessore morale. Nel testo di Claudia Conte possono trovarsi profondi riferimenti all’Umanesimo. È proprio l’uomo a essere collocato al centro di un vorticoso movimento che è la vita. La persona diventa protagonista essenziale di un’esistenza fatta di ideali, sogni, speranza e giustizia. Nel complesso il romanzo si presenta agile, dotato di una trama ricca di colpi di scena. Si legge bene e cattura, in maniera coinvolgente, l’attenzione del lettore.

Domenico Russo resta un sognatore, un idealista. Crede fortemente nell’onestà e nella giustizia sin da quando era il bambino che subiva violenze per proteggere l’amata bicicletta. Vito Catalano, invece, racchiude in sé i caratteri dell’eroe e dell’antieroe. Il secondo anticipa il primo. È dapprima antieroe quando accetta gli aiuti del boss mafioso. Non lo fa per paura; tutt’altro. Viene dallo Zen. “Accetta” per salvare e proteggere la sua famiglia. Vito sa anche che ci sarà un conto futuro da pagare. Ne è consapevole. Ed è qui che emerge l’eroe inteso come “Uomo”. Non si sottrae, non si nega, non teme per la sua vita. Gli altri, la sua famiglia, vengono prima. Tra questi e il destino incalzante frappone il suo forte corpo di uomo, in fondo, profondamente onesto. Offre al destino la sua vita per salvarne altre. Diversamente sarebbe un codardo, un vile nascosto dietro maschere di apparente, falso, perbenismo morale.

In Vito è l’eroe a vincere, pur macchiandosi con i colori del sangue. L’autrice lo pone come una sorte di moderno Aiace; un grande e valoroso guerriero che affronta la morte dopo gesti, anche disperati, dettati dal cuore. Tante sono le riflessioni a cui ci porta l’autrice. Intanto ci fa riscoprire l’uomo con tutte le sue qualità umane, etiche e morali. Cosa è giusto e cosa non lo è? Vengono prima le ragioni della legge o quelle del cuore? Ed è qui che arriviamo al titolo del romanzo, in una dimensione che appare capovolta. La narrazione non si sprigiona dal titolo ma è la storia che approda nel titolo; un viaggio verso nuove scoperte con un ritorno che è esso stesso scoperta, sorpresa, inaspettato arrivo.

È nel cuore che albergano, in fondo, i sentimenti più nobili e puri. L’importante è saperli cercare anche quando ogni cosa appare perduta. È giusto aprirsi, come fa l’autrice, a pensieri nuovi di speranza, onestà, amore, giustizia e fede cristiana. In un mondo come quello attuale, c’è davvero bisogno di pensieri aperti al bene. Ne hanno bisogno i nostri ragazzi… gli uomini del domani. Ed è proprio questo il profondo messaggio che Claudia Conte vuole trasmettere con “La legge del cuore”.


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