Nuovo ospedale e fase sanitaria 2: lettera aperta del Pd alla Regione, “Chiediamo risposte”

di Redazione | 15 Aprile 2020, @12:04 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “Stiamo attraversando un momento difficile in Italia ed in Abruzzo e non si possono fare errori. Avvertiamo con dolore, con crescente preoccupazione, la mancanza di un quadro di riferimento e di una strategia nello gestire l’emergenza e programmare la fase 2. Ci chiediamo se qualcuno dotato di competenze ed adeguate conoscenze epidemiologiche, stia elaborando un piano ed un progetto articolato ed efficace, viste anche le esperienze di altre regioni che molto prima e con più gravità hanno affrontato la pandemia e le più recenti indicazioni che emergono nella comunità scientifica internazionale”.

Così la deputata dem Stefania Pezzopane, il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci, il segretario provinciale Pd Francesco Piacente, la segretaria Pd L’Aquila Emanuela Di Giovambattista e il medico ed ex sindaco dell’Aquila Massimo Cialente in una lettera aperta indirizzata al presidente della Regione Marco Marsilio, al vicepresidente della Regione Emanuele Imprudente, all’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì e al commissario Covid Alberto Albani.

“La fase 2 non può essere affrontata con approssimazione – scrivono nella lettera -. Abbiamo appreso dalla stampa la notizia di una velocissima procedura per allestire un ospedale Covid19 a Pescara con un ingente investimento di risorse pubbliche dello Stato, messe a disposizione su richiesta della Regione. Una spesa enorme, per allestire ulteriori 214 posti di cui 40 di terapia intensiva. Ma ci sfugge il quadro strategico entro cui si colloca questa impegnativa scelta. Vogliamo sapere insomma che previsioni avete fatto sul contagio in Abruzzo e sui ricoveri”.

“Se servono questi ulteriori posti di terapia intensiva – aggiungono -, evidentemente le affermazioni rassicuranti sul contagio sono prive di base scientifica, insomma, cosa sta davvero accadendo in Abruzzo? Cosa non sta funzionando nella azione di prevenzione della Regione e delle Asl? Stando agli atti da voi compiuti ci sembra di capire che si prevedono tempi difficili nella nostra regione. Perché non lo dite a noi cittadini? O non è così, e tutto sta funzionando e quindi i ricoveri stanno diminuendo? Le scelte fatte finora fanno pensare che prevedete una situazione in crescendo, infatti : A) avete collocato l’Abruzzo nella fase 4, stesso livello attribuito a zone con numeri molto alti di contagi, e decessi; B) avete deliberato atti molto impegnativi che coinvolgono persino le cliniche private; C) avete promosso una procedura superveloce per allestire un nuovo ospedale Covid con ulteriori 214 letti e posti di Terapia Intensiva a Pescara. Sentiamo parlare di ulteriori terapie intensive negli ospedali di L’Aquila e non solo”.

“Rispondeteci allora a queste 13 domande – proseguono – Cosa prevedete, e cosa avete previsto possa accadere in Abruzzo in termini di contagio da Covid19? La scelta di ulteriori posti di Ti evidentemente si basa su una previsione di cui vorremo, dovremmo, venire a conoscenza. In particolare su cosa, quali calcoli, studi, analisi epidemiologiche si basano queste scelte? Quanti posti di terapia intensiva e subintensiva abbiamo alla data di oggi e di quanti posti l’Abruzzo avrebbe ancora bisogno? Quanti ricoveri prevedete nelle prossime settimane e mesi? Ma soprattutto, che piano e quali metodi sono stati approntati per affrontare la fase 2? A fronte degli 11 milioni impegnati per l’ospedale Covid19, quante risorse vengono impegnate per allestire e potenziare i laboratori, e nel caso dove, nei diversi territori della Regione Abruzzo? Avete già deciso ed organizzato una campagna di tamponi su tutta la popolazione, a partire dal personale sanitario e coloro che stanno tornando al lavoro; non ritenete che questa sia una priorità? Quanti tamponi pensate di dover fare al giorno? Quando inizia in Abruzzo la fase 2 sanitaria con i test seriologici? Avete intenzione di organizzare una seria medicina del territorio in collaborazione con i medici di base per affrontare questa fase di prevenzione e di prossimità? Quando sarà possibile prevedere come accade in altre regioni visite in casa? Avete previsto, alla luce delle osservazioni ormai acclarate degli epidemiologi, come risolvere il problema del contagio domestico per i sospetti costretti in quarantena? Non ritenete che il commissario Albani debba finalmente è quotidianamente riferire i dati riguardanti l’Abruzzo e le azioni conseguenti ai dati rappresentati, assumendosi le sue responsabilità tecniche? Quali sono le scelte riguardanti l’ospedale dell’Aquila, a marzo indicato dall’assessore Liris come ospedale Covid, e quale la sorte degli ospedali della Asl della Provincia dell’Aquila e del resto della Regione? Siamo certi di aver posto domande serie,senza alcun aspetto di mera ed ingiustificabile polemica politica, che si pongono tutte le persone di buon senso e che quotidianamente si pongono i cittadini e tutto il mondo produttivo. Domande che meritano risposte immediate”.


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