Nuove opportunità di finanziamento

di Italo Colasimone | 22 Gennaio 2022 @ 06:10 | AMMINISTRAZIONE E FISCO
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La fine del 2021 è stata particolarmente importante per quanto riguarda i finanziamenti a fondo perduto che possono interessare le imprese già esistenti o agevolare la costituzione di nuove attività.

In particolare, è stato pubblicato in G.U.  il bando ISI Inail 2021 dove le finalità del finanziamento sono quelle di incentivare le imprese a realizzare progetti per il miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, incoraggiare le micro e piccole imprese del settore della produzione primaria dei prodotti agricoli, incentivare l’acquisto di nuovi macchinari e attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per abbattere in misura significativa le emissioni inquinanti, migliorare il rendimento e la sostenibilità globali e, in concomitanza, conseguire la riduzione del livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali.

Possono partecipare al bando le imprese, anche individuali, di tutto il territorio nazionale iscritte alla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura. Gli Enti del terzo settore possono partecipare solo per l’Asse finanziamento 2.

I progetti di finanziamento sono distinti in cinque Assi:

  1. Asse di finanziamento 1: progetti di investimento e progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale
  2. Asse di finanziamento 2: progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale di carichi
  3. Asse di finanziamento 3: progetti di bonifica da materiali contenenti amianto
  4. Asse di finanziamento 4: progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività
  5. Asse di finanziamento 5: progetti per micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli

Il finanziamento, in conto capitale, è calcolato sull’ammontare delle spese ritenute ammissibili al netto dell’IVA.

Per gli Assi 1, 2, 3 e 4 il finanziamento non supera il 65% di dette spese, fermo restando i seguenti limiti:

  1. per gli Assi 1, 2, 3 il finanziamento complessivo di ciascun progetto non può essere inferiore a 5.000,00 euro e superiore a 130.000,00 euro. Non è previsto alcun limite minimo di finanziamento per le imprese fino a 50 dipendenti che presentano progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale;
  2. per l’Asse 4 il finanziamento complessivo di ciascun progetto non può essere inferiore a 2.000,00 euro e superiore a 50.000,00 euro;
  3. per l’Asse 5 il finanziamento di ciascun progetto non può essere inferiore a 1.000,00 euro e superiore a 60.000,00 euro ed è concesso nella misura del 40% per la generalità delle imprese agricole e del 50% per giovani agricoltori.

La domanda deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica sul sito dell’INAIL.

Inoltre, è stato pubblicato in G.U. il decreto interministeriale che rende operativo il Fondo a sostegno dell’impresa femminile per promuovere e sostenere l’imprenditoria femminile.

Il Fondo, dunque, sostiene le imprese femminili, ovvero quelle imprese con prevalente partecipazione femminile o lavoratrici autonome, di qualsiasi dimensione, già costituite o di nuova costituzione, con sede legale e/o operativa sul territorio nazionale.

Le due linee d’intervento sono di due tipi:

  • incentivi per la nascita e lo sviluppo di attività femminili: imprese, lavoratrici autonome costituite da meno di 12 mesi dalla data di presentazione della domanda di agevolazione o che vogliono avviare una nuova attività
  • incentivi per lo sviluppo e il consolidamento di attività già costituite da più di 12 mesi dalla data della presentazione della domanda di agevolazione

Il finanziamento riguarda i seguenti programmi d’intervento che devono essere realizzati entro 24 mesi dall’avvenuta concessione:

  1. produzione di beni settore industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli
  2. fornitura di servizi, in tutti i settori
  3. commercio e turismo

Le spese ammissibili, relativamente ai programmi d’investimento per la costituzione e avvio di nuove attività femminili, non devono superare i 250mila euro al netto d’IVA mentre, per i programmi d’investimento per lo sviluppo e il consolidamento di realtà già esistenti, non devono superare i 400mila euro sempre al netto d’IVA.

Se il progetto, per la nascita e lo sviluppo di nuove attività, prevede:

  1. una spesa non superiore a 100 mila euro le agevolazioni, sotto forma di contributi a fondo perduto, coprono fino all’80% delle spese ammissibili e fino ad un massimo di 50 mila euro;
  2. spese comprese tra i 100 mila euro e fino a un massimo di 250 mila euro le agevolazioni, sotto forma di contributi a fondo perduto, coprono fino al 50% delle spese ammissibili.

Le agevolazioni relativamente ai programmi di investimento per lo sviluppo e il consolidamento di realtà già esistenti assumono sia la forma del contributo a fondo perduto sia quella del finanziamento agevolato a tasso zero, con durata massima di 8 anni e non assistiti da forma di garanzia fino all’80% delle spese ammissibili e fino ad un massimo di 400 mila euro.

Più precisamente:

  1. le imprese costituite da almeno 12 mesi e da meno di 36 mesi otterranno il 50% di agevolazioni come contributi a fondo perduto mentre il restante 50% sotto forma di finanziamenti agevolati a tasso zero, fino all’80% di copertura di spese ammissibili;
  2. le imprese costituite da più di 36 mesi otterranno fino all’80% delle spese ammissibili come spese di investimento, il 50% di agevolazioni sotto forma di contributi a fondo perduto e il 50% sotto forma di finanziamenti agevolati a tasso zero mentre le esigenze di capitale circolante costituenti spese ammissibili sono agevolate come contributi a fondo perduto.

Le domande devono essere presentate sul portale di Invitalia. Con successivo provvedimento saranno stabilite l’apertura dei termini e le modalità di presentazione.

Per finire, nella G.U. del 31 dicembre 2021, n. 310 – Suppl. Ordinario n. 49 è stata pubblicata la Legge di Bilancio 2022 con cui è stato prorogato, con alcune modifiche, il credito d’imposta per investimenti in beni materiali e immateriali “4.0”.

Per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi, effettuati dal 2023 al 2025, indicati nell’Allegato A alla legge n. 232/2016, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del:

  1. 20% del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  2. 10% del costo, per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro;
  3. 5% per cento del costo, per la quota di investimenti superiori a 10 milioni di euro e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

Il credito d’imposta per gli investimenti in beni immateriali “4.0”, compresi nell’Allegato B alla legge n. 232/2016, è riconosciuto:

  1. per gli investimenti effettuati dal 16.11.2020 al 31.12.2023 nella misura del 20% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari ad un milione di euro;
  2. per gli investimenti effettuati dall’1.1.2024 al 31.12.2024 nella misura del 15% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari ad un milione di euro;
  3. per gli investimenti effettuati dall’1.1.2025 al 31.12.2025 nella misura del 10% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari ad un milione di euro.

L’esercizio 2022 sarà invece l’ultimo anno per usufruire del credito d’imposta beni strumentali tradizionali con aliquota al 6%.

Sempre la legge di Legge di Bilancio 2022 ha prorogato, con alcune modifiche, il credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo, in transizione ecologica, in innovazione tecnologica 4.0 e in altre attività innovative. Per la R&S la misura del credito d’imposta, fino alla fine del 2022, è pari al 20% nel limite di 4 milioni di euro.

Per i successivi periodi d’imposta e fino al 2031 la misura è del 10% e nel limite di 5 milioni di euro.

Il credito d’imposta per le attività di innovazione tecnologica, di design e ideazione estetica è prorogato fino al periodo d’imposta 2025, mantenendo, per i periodi d’imposta 2022 e 2023 la misura del 10%. Per i periodi d’imposta 2024 e 2025, invece, la misura è pari al 5% nel limite annuo di 2 milioni di euro.

Per le attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0, il credito d’imposta è prorogato fino al periodo d’imposta 2025.  La misura del credito è, per il 2022, pari al 15% fino a 2 milioni di euro. Per il 2023 è pari al 10% fino a 4 milioni di euro. Per i periodi d’imposta 2024 e 2025 è pari al 5% fino a 4 milioni.


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