Nsc: “Promuovere corresponsione emolumento sufficiente per la dignità dei militari non vaccinati”

di Redazione | 17 Dicembre 2021 @ 00:48 | ATTUALITA'
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – Riceviamo e pubblichiamo dal segretario regionale del Nuovo sindacato carabinieri (Nsc) Nicola D’Agostino sul “nuovo” obbligo vaccinale per le forze dell’ordine.

Il Nuovo Sindacato Carabinieri è stato sempre favorevole al vaccino anti-Covid 19, consapevole che sia l’unica arma attualmente a disposizione per contrastare il virus. Quali militari e forza di polizia abbiamo l’obbligo di applicare norme e regolamenti, e prima ancora di rispettarli noi stessi, come nel caso dell’obbligo vaccinale decorrente dal 15 dicembre. Crediamo nella scienza, nel rispetto del diritto positivo, nel confronto e non nello scontro gratuito con la nostra Amministrazione a cui ci rivolgiamo quotidianamente in un’ottica di collaborazione e del legittimo diritto di critica quando necessario e quando vengono lesi i diritti dei Carabinieri.

Quale espressione del concetto stesso di democrazia nell’ambito lavorativo, abbiamo il dovere di rispettare anche la minoranza dei nostri iscritti che ha scelto consapevolmente di non sottoporsi alla vaccinazione, tutelandoli ed impedendo che vengano ostracizzati. Al di là di tecnicismi giuridico-legali, siamo preoccupati per le loro sorti (non vanno abbandonati), soprattutto per le ripercussioni economiche conseguenti alla sospensione.

Allo stato, si sconosce se e in quale misura verrà corrisposto un assegno minimo, ad esempio come accade per il personale sospeso dal servizio per vicende giudiziarie. Ci stiamo attivando per promuovere, qualora non prevista, la corresponsione di un emolumento sufficiente a garantire la sussistenza e la dignità dei militari e loro familiari. Numerose famiglie di Carabinieri sono monoreddito ed appare inconcepibile che un Militare che ha lavorato per la sicurezza degli Italiani sino alle 23 e 59 del 14 scorso, un minuto dopo – per decreto – sia considerato un untore ed un pericolo, il tutto dopo due anni di dedizione e precauzioni attraverso l’uso dei dpi e la sottoposizione ai tamponi di controllo.

Siamo sensibili anche alle ricadute sull’efficienza dei servizi, soprattutto di quelli di ricezione del pubblico e di controllo del territorio, già gravati dagli ulteriori oneri derivanti dalle verifiche e contestazioni per il contrasto della pandemia. Il numero dei militari impiegabili verrà inevitabilmente ridotto a seguito delle sospensioni, con ricadute sulla sicurezza stessa dei cittadini. Riteniamo che sarebbe opportuno creare delle speciali unità di controllo – magari interforze – sull’attuazione dei protocolli anti-Covid 19 ma con personale che non sia già coinvolto nell’attività di prevenzione e di controllo per la sicurezza della Comunità.


Print Friendly and PDF

TAGS