Non sono “semplici insulti” alla moglie, per la Cassazione è reato di maltrattamento

di Redazione | 18 Dicembre 2020 @ 06:25 | LA LEGGE E LA DIFESA
Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne
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Non sono semplici insulti. Sono configurabili come maltrattamenti alla moglie. Lo ha stabilito una sentenza delal Corte di Cassazione, la numero 34531 del 2020. Il caso riguardava un giudizio per il reato di maltrattamenti e la Corte ha confermato che ad integrare questo reato bastano gli insulti e le offese quotidiane. 

Il giudizio ha inizio con le accuse previste dall’articolo 572 del Codice penale, reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi previsto. Nel caso spercifoco per aver sottoposto la moglie e la figlia a continue percosse e violenze e per quello di violenza sessuale nei confronti della moglie.

L’imputato aveva quindi impugnato una sentenza nei suoi confronti e contestava ai giudici di non aver preso nella dovuta considerazione le dichiarazioni rese dalla moglie alla Polizia. La moglie avrebbe dichiarato in una occasione che, “il marito non aveva più reiterato le condotte denunciate nei suoi confronti.” Le dichiarazioni spontaneamente rese in quell’occasione, in un ambiente scevro da condizionamenti, divergono da quelle rese successivamente, questa la tesi della difesa. La Corte d’Appello aveva giustificato le dichiarazioni della moglie come il tentativo di salvare il matrimonio. 

La Corte di Cassazione, quindi, ha respinto il ricorso e precisato che non era compito della Corte d’Appello in sede rescissoria valutare o meno l’attendibilità del racconto della persona offesa, ma valutare la ripetitività e abitualità dei comportamenti messi in atto dal marito nei confronti della moglie. Gli insulti avevano appunto il carattere dell’ossessività: “continui insulti pronunciati nella quotidianità della vita e non solo nel corso di litigi, nel far mancare alla persona offesa i mezzi finanziari necessari per l’acquisto di beni di prima necessità, cui si sono accompagnate le sporadiche condotte violente riferite ed accertate.”

 


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