Noi siamo gli eredi di San Benedetto

di Fausto D'Addario | 26 Ottobre 2022 @ 06:26 | POLITICA
san benedetto monastero
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Giorgia Meloni esordisce alla Camera da Presidente del Consiglio con un discorso programmatico per il voto di fiducia. Facendo riferimento ai valori della civiltà occidentale – libertà, uguaglianza e democrazia – ha affermato che essi sono “frutti preziosi che scaturiscono dalle radici classiche e “giudaico-cristiane dell’Europa”. Inoltre ha ricordato come “siamo gli eredi di San Benedetto, un italiano, patrono principale dell’intera Europa”.

Tra i personaggi più rilevanti che hanno contribuito alla formazione dell’identità europea si staglia la figura di San Benedetto da Norcia, noto in tutto il mondo per essere il padre del monachesimo occidentale.

La precoce e inarrestabile irradiazione della Regula da lui composta seppe aprire una nuova via alla civiltà europea, dopo il declino di quella romana; il suo insegnamento si riassume nel motto “Ora et labora” (“Prega e lavora”), affermando l’importanza religiosa e sociale del lavoro insieme allo studio e alla contemplazione. L’Abruzzo non si sottrae a questo fenomeno, comune a tutto il territorio nazionale: le strutture monastiche benedettine, specialmente nella vasta area appenninica corrispondente all’attuale provincia dell’Aquila, hanno contributo alla ricostruzione della realtà insediativa e territoriale regionale dall’VIII all’XI secolo.

I monasteri divennero centri di studio e di copia dei libri e si dotarono progressivamente di importanti biblioteche, i cui libri erano prodotti grazie al lavoro interno nello scrittoio. All’infaticabile attività dei monaci si deve la trasmissione e la conoscenza dei testi classici, che altrimenti sarebbero stati persi per sempre. In questo modo cultura classica e cristianesimo, oltrepassando le mura delle grandi abbazie, si coniugarono in quell’ampiezza di respiro e quella visione universalistica che favorirono una sintesi tra culture diverse dell’Europa nascente. Come affermava Léo Moulin, celebre storico del Medioevo: “i monaci sono all’origine […] di un movimento economico e sociale così profondo, così diverso e vasto, che […] San Benedetto e con lui i benedettini sono i padri dell’Europa nel senso pieno del termine, sia da un punto di vista storico che sociologico”.

Non stupisce pertanto che Papa Paolo VI , dalla Montecassino appena ricostruita, abbia solennemente proclamato il 24 ottobre 1964 San Benedetto Patrono d’Europa; nella lettera apostolica Pacis Nuntius, il ponteficie scrisse che il santo monaco “cementò quell’unità spirituale in Europa in forza della quale popoli divisi sul piano linguistico, etnico e culturale avvertirono di costituire l’unico popolo di Dio”.

L’impegno che si è assunto l’Unione Europea attinge nuovamente ai valori fondamentali e sempre attuali della Regola, quali l’ospitalità, la fratellanza, la pace tra i popoli, la promozione della dignità umana, l’amore per la cultura. Questa prezioso lascito di San Benedetto non è soltanto un patrimonio antico da custodire e proteggere, ma la strada necessaria per una rinascita del Vecchio Continente.


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