Nicolì (Progetto Tellus), “in attesa del prossimo terremoto”

di Matilde Albani | 09 Febbraio 2022 @ 06:00 | AMBIENTE
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L’AQUILA – Un’altissima percentuale di persone vive in zone ad alta pericolosità sismica dove i grandi terremoti accadono spesso, e in zone ad alto rischio sismico dove gli edifici sono altamente vulnerabili e possono gravemente danneggiarsi anche con eventi sismici meno importanti.
 
“Partendo dal presupposto che se il prossimo terremoto accadrà oggi o fra un mese o fra un anno non farà alcuna differenza, l’unica certezza è che accadrà”, dice Leonardo Nicolì, fondatore e direttore iAReSP Association, Progetto Tellus.  Nicolì in sostanza ha formulato una tabella con i numeri relativi agli ultimi 30 anni per i soli terremoti maggiori di magnitudo 5.0.
“Quella di sinistra mostra tutti i terremoti avvenuti su terraferma (tranne un caso) con esclusione di tutti i terremoti profondi di subduzione- spiega –  in quella di destra ho escluso anche tutti gli aftershocks, ossia le repliche registrate immediatamente dopo un grande evento, perchè parte della stessa sequenza del principale. La colonna più a destra indica, invece, la differenza temporale in giorni fra un evento accaduto e quello precedente e, sotto la banda gialla che indica il periodo attuale dall’ultimo terremoto, è identificabile la media in giorni di ritardo. Ad oggi sono trascorsi 1271 giorni dall’ultimo terremoto risalente al 16 agosto 2018, un periodo molto lungo che solo in tre occasioni è stato superato” – sottolinea Nicolì.
Il prossimo 13 agosto raggiungeremo il terzo periodo più lungo (1458 giorni), l’11 maggio 2023 il secondo (1729 giorni) e il 7 gennaio 2026 sarà eguagliato il periodo più lungo (2701 giorni).
La media di occorrenza fra un terremoto ed un altro è di 552 giorni. Questa media l’abbiamo già superata quasi tre volte e col trascorrere del tempo la probabilità di accadimento aumenterà sempre di più. I risultati ottenuti con la nostra ricerca scientifica – conclude – grazie alle stazioni multi parametriche del progetto Tellus, sono straordinari ma non sufficienti per poter prevedere l’arrivo del prossimo terremoto”.

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