In attesa della neve in Abruzzo tra impianti sciistici, escursioni e borghi

Emozioni ad alta quota

di Fausto D'Addario | 07 Gennaio 2024 @ 08:20 | ATTUALITA'
Neve abruzzo
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Le temperature scenderanno presto sotto lo zero, ma le vette degli Appennini sono ancora pressoché senza neve. A parte per qualche striscia bianca che ancora resiste. In Abruzzo le immagini che arrivano dalle vette sono sconfortanti. I borghi montani hanno conquistato migliori condizioni di vita e di benessere grazie all’indotto che ruota intorno alla stagione invernale. Si attende con ansia nei prossimi giorni che la coltre nevosa possa tingere di bianco le cime e le valli delle sue splendide montagne e dare avvio alle settimane bianche.

L’Abruzzo è una miniera inesauribile di bellezza in tutte le versioni climatiche, ma specialmente in inverno. In ogni angolo di questo frammento di Appennino la natura è la vera protagonista e diventa sede per praticare sport invernali, ciaspolate in famiglia e trekking d’alta quota. In totale l’area sciistica in Abruzzo comprende oltre 400 km di piste e i suoi paesaggi innevati costituiscono un panorama mozzafiato. Si scia tra faggete secolari patrimonio UNESCO e corridoi di neve spettacolari, per i più piccoli e i principianti, ma anche per chi è esperto sciatore. La montagna è adatta anche solo a fare lunghe passeggiate ed escursioni rigeneranti: i pendii e le foreste innevate delle montagne abruzzesi sono luoghi anche pieni di misticismo. E poi ci sono i pranzi in baita e nei rifugi, visto che la cucina abruzzese non delude mai, con le sdraio per prendere il sole e il barbecue all’esterno, l’odore della scamorza che si scioglie sulla brace e gli immancabili arrosticini. L’Abruzzo offre praticamente tutto: piste per il fondo, lo sci notturno, rifugi in quota, lezione di sci, punti noleggio, discese libere, ciaspolate in libertà e affittare un quad.

Roccaraso negli anni Sessanta era un po’ la Cortina di Abruzzo, capace di sfidare gli impianti del nord Italia, con le sue oltre 140 km di piste collegate tra loro senza soluzione di continuità. Qui si riversava l’aspirante borghesia, come anche nelle vicine Pescocostanzo e Pescasseroli, mete imperdibili: quando arrivavano dalla città, tutto quel bianco delle piste dava l’impressione di essere stati catapultati ai poli. Quello dell’Alto Sangro è in effetti il più grande complesso sciistico dell’Italia centrale. Roccaraso è anche la porta d’ingresso dell’Altopiano delle Cinque Miglia, che si estende per 9 km tra i comuni di Rocca Pia, Rivisondoli e appunto Roccaraso, toccando i due grandi Parchi Nazionali, quello d’Abruzzo Lazio e Molise quello della Majella. Qui poi passava l’antica via degli Abruzzi, la principale arteria di transito che collegava Firenze con Napoli, sostanzialmente l’Italia centro-settentrionale con quella meridionale, passando per L’Aquila. Pizzalto e l’Aremogna sono state mete di passaggio di personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport; per citare gli ultimi, Barbara d’Urso, Fabio Cannavaro e Checco Zalone. Anche a Rivisondoli, località che venne alla ribalta per l’arrivo della Famiglia Reale d’Italia nel 1913, si sono affacciati diversi vip: Luca Zingaretti, Alessandro Preziosi, Anna Tatangelo, Ciro Immobile, fino al presidente del Napoli Aurelio de Laurentiis.

Nel Parco Regionale del Sirente Velino si trova il comune montano di Ovindoli, il cui nome, che viene dal latino ovis, pecora, tradisce la sua origine transumante. Negli ultimi anni è diventata una delle località sciistiche abruzzesi più note. Dalle stradine caratteristiche del borgo agli impianti, si giunge a circa 1500 m. di quota: l’esposizione al nord regala poi una buona copertura annuale di neve, da dicembre fino ad aprile. O almeno era tradizionalmente questo il periodo di apertura, struttura capace di assicurare il maggior numero di giorni sciabili durante l’anno. Per affrontare il sempre più annoso problema della scarsità di neve è stato creato un apposito bacino artificiale in grado di provvedere al rifornimento con dei cannoni per l’innevamento programmato. A 15 km dagli impianti del Monte Magnola si trovano i Piani di Pezza, altopiano incontaminato e isolato, ideale per lo sci di fondo. Attenzione: grazie alla conformazione del territorio le temperature possono scendere anche a -30° sotto lo zero!

Cannoni sparaneve anche per Campo Felice, che ne conta addirittura 380 disposti ai lati di ogni tracciato, alimentati da due bacini idrici di accumulo di ben 82 milioni di litri. Si contano 21 piste per un totale coperto di circa 30 km. Le immagini del 6 gennaio, però, gettano sconforto: un drone ha registrato un paesaggio brullo e soltanto qualche rimasuglio di neve. Peccato, per una località che offre impianti di risalita all’avanguardia, un grande parcheggio, baite e piste a sufficienza per chiunque. Una sezione che desta sempre più interesse è la parte più acrobatica e spettacolare: lo snow-park. Si tratta di una struttura che presenta volutamente salti e variazioni del terreno, dove snowboarder e free-skiers possono esibire tutte le loro capacità. È bello anche solo rimanere a guardare! Ma la località di Campo Felice ha allargato la sua proposta sfruttando la montagna tutto l’anno, visto la sempre più frequente mancanza della neve: le piste vengono trasformate in un bike-park molto apprezzato. E per diversi mesi l’anno la bicicletta domina i tracciati. Mi raccomando, sempre il casco integrale.

Nel cuore del Gran Sasso aquilano, la stagione turistica è minacciata da un’allerta cruciale riguardante la Funivia Gran Sasso, a causa dell’inattività della stazione sciistica per uno stop cautelativo richiesto dal Ministero dei trasporti. La stagione turistica è ferma anche a causa della poca neve, in quanto il complesso di Campo Imperatore non ha impianti per l’innevamento artificiale. Di per sé questo comprensorio sciistico è una struttura invernale piccola, ma allo stesso tempo è carica di storia e in via di allargamento. Questa zona, brulla ed essenziale, bianca, verde o gialla, tra pascoli e laghetti, per i suoi scenografici panorami è stata variamente chiamata come il piccolo Tibet, o paragonata alle distese sudamericane della Patagonia. In questi luoghi sono stati girati alcuni dei più importanti spaghetti western come Lo chiamavano Trinità con Bud Spencer e Terence Hill, ma anche Il Nome della rosa con Sean Connery. E poi c’è il famoso albergo Campo Imperatore, di stile razionalista del periodo fascista, reso celebre perché Benito Mussolini vi trascorse la sua prigionia nel 1943 tra il 28 agosto al 12 settembre. Attualmente è chiuso ed in fase di ristrutturazione. La neve di questo altopiano, a causa della sua esposizione, stretto tra l’Adriatico e il Tirreno, è però ottima qualità, qualcuno dice molto simile a quella dolomitica. Il primo paese che si incontra è Castel del Monte a 1345 m di altezza, uno dei più interessanti e ben conservati fortificati borghi d’Abruzzo, con un bellissimo centro storico intatto. E da qui a Calascio non sono nemmeno 10 km in macchina, dominato dalla fortezza di Rocca Calascio, il castello più alto dell’Appennino (1460 m), sospeso nel silenzio e quasi nel vuoto. Domina la piana sottostante caratterizzata dei Campi Aperti, l’unico esempio sopravvissuto in Europa di un’antica organizzazione agricola medievale.

Ci sarebbe ancora tanto da dire sulle nostre montagne: il territorio di Scanno, verso Passo Godi; Camporotondo tra le nevi del territorio di Cappadocia; l’altro versante del Gran Sasso, quello teramano con gli impianti di Prati di Tivo e Prato Selva. Dagli impianti della Majella, poi, nelle giornate terse e senza foschia si può persino intravedere il mare da 2000 m. di altezza. “Un turismo della neve sostenibile“, lo definisce così il regista e sceneggiatore Riccardo Milani, marito di Paola Cortellesi, che ha ambientato tantissimi film sui paesaggi montani abruzzesi. Se l’Abruzzo non esistesse, bisognerebbe proprio inventarlo.


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