Neri Marcorè: L’Aquila è una città viva

di Michela Santoro | 26 Luglio 2022 @ 23:04 | CULTURA
neri Marcorè
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L’AQUILA. “L’Aquila è ancora nella memoria di tutti ed anche io, da marchigiano ho memorie delle quali farei volentieri a meno; ci sono delle cose che ancora devono ripartire ma la città è viva e questo festival lo dimostra”.

Così Neri Marcorè, all’Aquila per i Cantieri dell’Immaginario con “Le mie canzoni altrui”.

“Suonare e cantare le canzoni, per me, è sempre una cosa emozionante, vibrante; un’emozione che circola perché coinvolge il pubblico.

Negli ultimi anni, – dichiara Marcorè – la musica ha assunto dimensioni professionali al pari delle altre mie attività artistiche.

Canto canzoni altrui, ma anche mie ma anche nostre perché appartengono alla musica italiana e credo che, in un certo modo, riguardino tutti noi anche se a me piacciono le canzoni delle seconde e delle terze file, quelle meno conosciute dei cantautori.

Nel corso degli anni – aggiunge l’artista – il repertorio si è arricchito; potrei arrivare a suonarne cento canzoni, starei sul palco anche tre o quattro ore.

Ogni volta creo un percorso diverso con un filo rosso che di sera in sera, cambia.

Non è mai lo stesso spettacolo ed anche la formazione cambia perché a volta siamo un duo, come questa sera, a volte siamo in cinque o sette.

Nei miei spettacoli c’è uno sguardo alla mia storia di ragazzo che strimpellava la chitarra e che studiava ascoltando determinati dischi ma anche un occhio sull’attualità”.

Divagando su “Destra- Sinistra” di Giorgio Gaber, non inserita nel repertorio della serata aquilana, Marcorè esprime al microfono di L’Aquila blog la sua opinione sull’attuale situazione politica italiana.

L’intervista.

 


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