Sisma centro Italia: IV anniversario, la solidarietà e la speranza alla base di una corretta ricostruzione

di don Daniele Pinton | 24 Agosto 2020, @08:08 | CREDERE OGGI
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All’unisono, papa Francesco, il vescovo di Rieti Mons. Domenico Pompili e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel quarto anniversario del sisma che ha colpito il centro Italia, parlano di solidarietà e speranza, in una ricostruzione che procede lentamente.

Il 24 agosto 2016, alle 3:36, in un orario purtroppo familiare, da undici anni a tutti gli aquilani, una scossa di terremoto di magnitudo 6.0 ha travolto il centro Italia, dove nei comuni di Amatrice, Accumuli e Arquata del Tronto, oltre che alla distruzione, ha provocato 299 morti.

Quel terribile evento produsse, nel cuore della nostra Città, che aveva appena iniziato i festeggiamenti per la Perdonanza celestiniana, un nuovo dolore per una terra vicina che nel 2009 aveva mostrato tanta solidarietà verso L’Aquila.

Oggi, dopo quattro anni, sembra che il copione aquilano si ripeta ancora. Infatti la denuncia della popolazione e delle autorità locali è quella di un immobilismo incomprensibile, che come all’Aquila, vanifica le sofferenze e la morte di molte persone.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un messaggio indirizzato alle popolazioni del centro Italia colpite da questa tragedia, sottolinea come sia necessario ‘considerare prioritaria la sorte dei concittadini colpiti da calamità naturali, recuperando determinazione ed efficienza’. Nel suo messaggio, inoltre il Presidente della Repubblica ha ricordato come ‘nello spirito di solidarietà, fondamento della nostra Costituzione, la Repubblica deve considerare prioritaria la sorte dei concittadini più sfortunati colpiti da calamità naturali, recuperando, a tutti i livelli, determinazione ed efficienza’.

Questa mattina, il vescovo di Rieti Mons. Domenico Pompili, ha presieduto una Messa per ricordare nel IV anniversario di quel terribile evento, tutte le vittime che hanno perso la vita, e lo ha fatto nel campo sportivo di Amatrice, città simbolo del terremoto del 2016. Il campo sportivo è stato allestito nel rispetto della legge anti Covid-19, con seicento sedie posizionate a distanza tra di loro, secondo le prescrizioni governative.

Alla celebrazione eucaristica oltre a molti parenti delle vittime, erano presenti il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, il capo della Protezione civile Angelo Borrelli e il commissario straordinario Giovanni Legnini.

Il vescovo di Rieti, durante l’omelia, ha ricordato che ‘la ricostruzione non basta se non si cura la qualità dei legami interpersonali, piuttosto che inseguire ciascuno gli interessi propri’.

Facendo inoltre riferimento al periodo della Pandemia che sta vivendo il mondo, come una cesura con il vecchio modo di vivere, ricorda che il post-terremoto è uno spartiacque per l’Italia che necessita di farci passare  ‘dalla vecchia idea di ricostruzione a nuova idea di rigenerazione’.

Come mons. Pompili ha affermato, ‘ieri mattina, il Papa mi ha chiamato al cellulare e mi ha detto: “Domani alla Messa ad Amatrice e ad Accumoli porta i miei saluti alla gente. Di loro che sono vicino. E che invio la mia benedizione”. Il vescovo Pompili, ha anche fatto notare che l’interesse del Santo Padre non è un qualcosa di occasionale, essendo ‘l’ennesima volta in cui papa Francesco si è informato della situazione dopo il terremoto’, infatti ‘la prima fu proprio a ridosso delle prime scosse, e da quel momento non ha mai perso di vista la tragedia, coinvolgendosi in modo attivo, come quando fece fare la spesa in una delle nostre realtà dell’agroalimentare dovendo andare a far visita ad una comunità di giovani’.

Ieri, al termine dell’Angelus, papa Francesco ha voluto manifestare la sua vicinanza, ricordando che ‘si compiono anche quattro anni dal terremoto che ha colpito l’Italia Centrale. Rinnovo la preghiera per le famiglie e le comunità che hanno subito maggiori danni, perché possano andare avanti con solidarietà e speranza; e mi auguro che si acceleri la ricostruzione, affinché la gente possa tornare a vivere serenamente in questi bellissimi territori dell’Appennino’.

 


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