Nel Parco Gran Sasso Laga alla ricerca di Zanna Bianca: il dramma ibridazione

di Alessio Ludovici | 30 Ottobre 2021 @ 08:04 | AMBIENTE
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L’AQUILA – Il 20% dei lupi del Gran Sasso è un ibrido, un incrocio con un cane. Sono i risultati, inquietanti, di un progetto Life durato 5 anni, dal 2015 al 2020. E’ il progetto Mirco Lupo, acronimo di “Minimizzare l’Impatto del Randagismo canino sulla COnservazione del lupo in Italia”. I ricercatori hanno passato mesi a raccogliere escrementi, altri a piazzare foto trappole. Il progetto Life Mirco Lupo dal 2015 al 2020 ha cercato di capire a che punto è l’ibridazione tra cane e lupo, un problema complesso che mette a repentaglio il futuro dei lupi e, di conseguenza, di tutto l’ecosistema di cui i lupi sono i più efficaci regolatori. 

Alla fine hanno trovato nei branchi di lupi esemplari che in realtà lupi non lo erano, fenotipicamente differenti dal lupo, animali con le unghie chiare o con lo sperone sulla zampa posteriore tipico dei cani ad esempio. In un branco, ci racconta Federico Striglioni, zoologo del Parco Nazionale Gran Sasso Monti della Laga, abbiamo trovato un grande Alaskan Malamute maschio, è stato stato nel branco 15 giorni. L’anno dopo, di conseguenza, nello stesso branco abbiamo contato 3 lupi e 6 ibridi. Abbiamo preso una femmina, un ibrido di prima generazione – un cosiddetto F1 – di cane lupo.  Le analisi dell’Ispra hanno confermato che si trattava per metà di un lupo e per metà di un cane”. Ecco la nostra Zanna Bianca di Jack London. Nelle generazioni successive la percentuale lupoide cambia. 75% lupo e 25% cane, 80 e 20 e così. E’ così che da millenni nonostante le ibridazioni con i propri discendenti cani, i lupi mantengono la loro purezza, ma le cose possono cambiare. In Italia oggi ci sono 17milioni di cani, di cui 700mila vaganti, e appena 2500 lupi. “Finché le ibridazioni sono rare il lupo ce la fa ma oggi il rapporto tra numero di cani e numero di lupi è totalmente sproporzionato”. L’ibridazione mette a rischio il lupo per un motivo molto semplice, un lupo è un lupo, fa cose che i cani non sanno fare. 

La nostra Zanna Bianca è rimasta due anni nel branco, è stata sterilizzata senza togliergli le ovaie e seguita. Per due anni ha fatto l’helper nel branco, cioè si è occupata dei cuccioli. Dopo questi due anni è andata in dispersione, e dopo un lungo tragitto di circa 1000 km nel centro Italia è tornata dalle nostre parti, dove è morta investita, un destino comune per i lupi.

Con After Life, il progetto Mirco Lupo continua fino al 2024, una collaborazione tra Parco Gran Sasso e il Parco nazionale Tosco Emiliano. Perché è importante parlarne chiediamo a Federico Striglioni. “Perché l’ibridazione con i cani vaganti è un grande problema per il lupo, e di conseguenza per l’ecosistema di cui il lupo è il principale regolatore. Il lupo ha una funzione regolatrice delle popolazioni di ungulati, che senza il lupo proliferano, con tutta una serie di conseguenze nefaste sugli ecosistemi, sulla flora e la fauna”. E’ l’effetto Yellowstone, il parco americano dove la reintroduzione del lupo ha permesso una trasformazione in positivo dell’ambiente fino ad arrivare a migliorare persino il percorso dei fiumi, stabilizzandone gli argini grazie a specie di piante che sarebbero state divorate dall’eccesso di ungulati.

Ma come avviene l’ibridazione tra cane e lupo? Premettiamo che i cani siano discendenti tutti dal lupo, questo ormai è acclarato scientificamente. Le occasioni per una ibridazione sono diverse.

Il problema delle razze lupoidi


Ci sono alcune razze, le cosiddette, razze lupoidi, che rappresentano un particolare problema per la nostra popolazione di lupi. Nel video qui sopra c’è un tipico avvistamento, in Abruzzo, di quello che a tutti gli effetti sembra un lupo ma che non lo è affatto. “Si tratta chiaramente di un Clc, un cane lupo cecoslovacco”. Gli zoologi non hanno problemi a distinguerli. “Anche se all’apparenza sembrano lupi”, spiega Federico, “mancano o cambiano alcuni tratti caratteristici, ad esempio le macchie nere sulle zampe, o il diverso contrasto sulla mascherina o ancora hanno le unghie chiare o lo sperone sulle zampe posteriori che sono tratti tipici dei cani”. 

“Il cecosclovacco è un animale che sembra un lupo ma non è assolutamente un lupo, è una delle razze di cane più recenti, creata dall’uomo facendo accoppiare lupi e pastori tedeschi. E’ un cane molto diffuso e di moda probabilmente a causa di una errata convinzione di avere un animale un po’ più selvaggio, con il risultato spesso di fare più danni alla natura.” Perché in questi cani, come in Zanna Bianca, qualcosa di wild è rimasto più che in altre razze di cane e spesso si allontanano e finiscono con i lupi. Oppure rimangono soli o formano branchi, succede anche questo, con altri cani ferali. Molte delle predazioni che si attribuiscono ai lupi, la cui dieta principale invece sono gli ungulati, si può attribuire ai cani vaganti. 

I cani pastori e cani vaganti, i rifiuti dell’uomo
Ci sono poi ii cane da pastore e agli altri vaganti. Il randagismo è una piaga tutta italiana, non è solo una sofferenza per i cani, ma è un grosso problema di natura ambientale. E le occasioni per incontri con i lupi sono frequenti, sempre per colpa dell’uomo e dei suoi rifiuti. Sono in particolare i Soa, sottoprodotti di origine animale, il problema. Andrebbero gestiti e smaltiti in un certo modo secondo la legge, ma lo fanno in pochi. Ed ecco che scarti di lavorazione finiscono per diventare un naturale banchetto per lupi e vaganti. Se si incontrano nel periodo di estro delle lupe, la conseguenza è l’ibridazione. Il problema più grave per la conservazione del lupo si origina dall’incrocio di una lupa con un cane maschio perché, in questo caso, i caratteri genetici della prole hanno più probabilità di trasmettersi alle generazioni successive. “Non ci saremmo mai aspettati di finire ad occuparci di rifiuti quando abbiamo iniziato il progetto Mirco, ma abbiamo scoperto che è uno dei problemi principali”. Evitare di abbandonare scarti e carcasse in aree non controllate, custodire con maggiore attenzione i cani da lavoro, mettere la parola fine al problema del randagismo nel centro sud Italia. Se non si fa questo il nostro caro lupo è sempre più a rischio. Anche perché le aree buone per i Lupi, i parchi, sono ormai sature, i lupi cercano nuove aree e lì il rischio di ibridazione è ancora più alto. 


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