Nel mondo del lavoro come comportarsi con gli omaggi natalizi?

di Italo Colasimone

di Redazione | 16 Dicembre 2021 @ 06:26 | AMMINISTRAZIONE E FISCO
omaggi deducibilità
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di Italo Colasimone – Come ogni anno, con l’avvicinarsi delle feste, si è soliti omaggiare i clienti.

Per omaggi si intendono le cessioni gratuite di beni che configurano spese di rappresentanza, cioè quelle sostenute per promuovere l’immagine dell’impresa.

Purtroppo, la normativa fiscale pone dei limiti alle detrazioni IVA e al riconoscimento del costo. Per questo motivo bisogna fare molta attenzione se non si vogliono perdere importi, spesso, rilevanti.

Intanto è necessario fare una premessa. Secondo l’art. 2 c. 4 del DPR 633/72, le cessioni gratuite di beni la cui produzione o il cui commercio rientrano nell’attività propria dell’impresa sono imponibili ai fini IVA con diritto alla detrazione IVA senza limitazioni.

Naturalmente, per dette cessioni, anche al fine di superare le presunzioni di consegna è necessario l’emissione del documento di trasporto.

E’ decisione della società che produce o commercializza il bene ceduto gratuitamente di avvalersi o meno della rivalsa IVA. A seconda di cosa decide è necessario seguire specifiche regole amministrative e fiscali.

Ai sensi dell’art. 19 del D.P.R. n. 633/1972 sono escluse dall’IVA le cessioni gratuite di beni la cui produzione o il cui commercio non rientrano nell’attività propria dell’impresa, di costo o valore unitario non superiore a 50 euro. Conferma di ciò si veda anche la C.M. 16 luglio 1998, n. 188/E.

Stesso discorso per quanto riguarda i costi. Le spese di rappresentanza, infatti, sono indetraibili come costo e quindi ai fini delle imposte sul reddito se non superano i 50 euro come stabilito dall’art. 108, comma 2, TUIR e ribadito dalla Circ. AE 13 luglio 2009 n. 34/E.

Per ricapitolare:

Cessioni gratuite:

  1. Impresa che produce o commercializza il bene ceduto:
  • La cessione è soggetta ad IVA
  • deducibilità del costo integrale se di valore unitario non superiore a € 50; se di valore unitario superiore a € 50 applicando al risultato della gestione caratteristica determinate percentuali in base ai ricavi.
  1. Impresa che non produce o non commercializza il bene ceduto:
  • La cessione non è soggetta ad Iva se il costo unitario è inferiore ai 50 euro.
  • deducibilità del costo integrale se di valore unitario non superiore a € 50; se di valore unitario superiore a € 50 applicando al risultato della gestione caratteristica determinate percentuali in base ai ricavi.
  1. Per i professionisti il limite alla deducibilità del costo è dell’1% dei compensi incassati nell’anno a prescindere dal valore unitario. Possono procedere alla detrazione dell’IVA per i beni, ceduti gratuitamente, se di costo unitario pari o inferiore a 50 euro.

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