Nel Belpaese si guadagna meno di 30 anni fa: negli altri Paesi europei i salari aumentano

di Redazione | 16 Ottobre 2021 @ 10:41 | ATTUALITA'
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ROMA – Mentre nei Paesi europei i salari aumentano, in Italia diminuiscono. Il Belpaese, infatti, dal 1990 lo stipendio medio dei lavoratori è diminuito: lo si evince da una analisi realizzata dalla Fondazione Indipendente Openpolis e basata sui dati Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico).
 
In Italia il salario medio annuale è sceso del 2,90% negli ultimi 30 anni, una tendenza di gran lunga differente rispetto a quella delle altre nazioni: in tutte i restanti paesi, infatti, lo stipendio è aumentato. In particolare, un brusco incremento dello stesso è stato registrato nei paesi baltici (Estonia, Lettonia e Lituania), dove il salario è più che triplicato negli ultimi 25 anni e in alcuni paesi dell’Europa centrale (Ungheria, Slovacchia), in cui esso è raddoppiato.
 
Insomma una grande fetta dei lavoratori italiani sono sempre più poveri.
 
In Italia nel 2020 il salario medio è di 37,8 mila dollari (circa 32,7 mila euro), una cifra di gran lunga inferiore rispetto a quella dei paesi europei con gli stipendi più alti, come il Lussemburgo (65,8 mila dollari), l’Olanda (58,8 mila) e la Danimarca (58,4).
 
A parziale scusante, a determinare questo fallimento dell’Italia è stata senza dubbio anche la pandemia: tra il 2019 e il 2020, infatti, i salari italiani sono diminuiti in maniera importante. In questo periodo di tempo, in Italia è stato registrato un calo di poco inferiore al 6%. Comunque la pandemia ha colpito tutto il mondo e non solo l’Italia. Si tratta di una diminuzione record per il nostro Paese: infatti, seppur anche altri Paesi siano stati danneggiati dalla pandemia, la diminuzione registratasi è stata inferiore. Ad esempio, in Francia tale contrazione è stata del 3,2%, mentre in Spagna del 2,9%.
 

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