Natale in tempo di Covid: storia di un presepista subequano di nome Mattia

di Redazione | 30 Dicembre 2020, @10:12 | RACCONTANDO
storia di un presepista subequano di nome Mattia
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MOLINA ATERNO – “Quella che si vive entrando nella sua bottega di Molina Aterno, un piccolo paese nel cuore del Parco Sirente Velino, è un misto fatto di spiritualità e ingegno”.

Così Mauro Nardella inizia il racconto sulla passione di Mattia, 22 anni da sempre amante dell’arte sacra dei presepi natalizi.
 
“Correva l’anno 2003 quando all’età di 5 anni Mattia, ispirato dalla vena artistica di Padre Tommaso Fonzi, all’epoca parroco di Molina Aterno, si buttò a capofitto nell’arte del presepe costruendoli con particolare ed innata dedizione. Da quel giorno – spiega – Mattia ne ha fatta di strada ed oggi lo troviamo pronto ad offrire agli amanti del settore , con tutto il suo corredo esperienziale, pregevoli artifizi”. Pazienza e meticolosità rappresentano gli ingredienti che questo anacronistico giovane subequano utilizza per assemblare anche le più minute pertinenze. In un mondo ove tutto sembra guardare alla fretta di vivere, Mattia,  nell’elaborazione dei suoi presepi, sembra invitarci a volerlo invece fermare il tempo. A guadagnarci, nel qual caso si riesca ad interagire col suo mondo artistico, sono praticamente tutti. Chiunque, osservando le sue opere collegandosi al suo profilo Facebook  “Mattia presepi” potrà avere modo di immergersi in un universo fantastico che solo l’ambiente natalizio reso oggetto attraverso il presepe può donare”.
 
“In un periodo contrassegnato dal negativismo dettato dal Covid trovare un po’ di serenità fermandosi ad  osservare l’arte del presepe non potrà che farci bene”, conclude Nardella.

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