Nasce in Abruzzo il circolo Legambiente AgroBiodiversità

di Redazione | 21 Ottobre 2021, @04:10 | AMBIENTE
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L’AQUILA – Le crisi ambientali in atto, dai cambiamenti climatici alla perdita di biodiversità, minacciano sempre di più il nostro Paese e la nostra agricoltura ed è giunto il momento di cambiare modelli di produzione e consumo del cibo e delle materie prime per l’industria.

Oggi a Pescara si è tenuta la presentazione del nuovo circolo Legambiente AgroBiodiversità, di fatto un laboratorio territoriale che mette al centro le sfide della nuova Politica Agricola Comune (PAC) dell’Unione Europea, che costituisce il 32% dell’intero bilancio UE ed entrerà in vigore dal gennaio 2023.

Erano presenti tra gli altri: Tito Cieri per la Regione Abruzzo, Nicola Tormen consigliere World Biodiversity Association, Carlo Triarico pres. nazionale Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, Domenico Mastrogiovanni – CAA CIA Agricoltori Italiani, Lucio Zazzara pres. Parco della Maiella, Camillo Zulli enologo cantina di Orsogna, Germano D’Aurelio in arte ‘Nduccio e agricoltori e produttori del territorio.

“Sono appena iniziati i lavori del tavolo di parternariato economico e sociale per la redazione del Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022 – dichiara Sara del Monte, vicepresidente del neo circolo di Legambiente – e quella di oggi è stata l’occasione per iniziare a ragionare con il territorio sulle proposte ed iniziative da mettere in campo partendo dal manifesto #CAMBIAMOAGRICOLTURA.”

Con questo Manifesto la Coalizione #CambiamoAgricoltura ha voluto rimarcare i principi fondamentali che dovranno essere alla base del PSN a partire dalla coerenza con gli obiettivi delle Strategie UE Farm to Fork e Biodiversità 2030, con 11 richieste e proposte per i contenuti del PSN che vanno dal sostegno trasversale all’agricoltura biologica, alla salvaguardia del suolo e della biodiversità sia selvatica che agricola, passando per una radicale riforma della zootecnia e per il benessere animale, fino al sostegno all’agricoltura sociale e al sistema della cooperazione e della conoscenza.

“Il Piano Strategico Nazionale – dichiara Giuseppe Di Marco, pres. regionale di Legambiente – è l’opportunità per rendere l’agricoltura italiana protagonista del cambiamento necessario per affrontare le sfide ambientali e sociali del prossimo futuro. Non possiamo permetterci di perdere questa ultima occasione per correggere un deludente accordo sulla riforma della PAC raggiunto a fine giugno. Il PSN deve guidare verso il sostegno ad un’autentica transizione ecologica della nostra agricoltura con il passaggio da un modello di produzione intensivo ad uno agroecologico, secondo le linee guida definite da Agroecology Europe, e che persegua gli obiettivi delle Strategie europee Farm to Fork e Biodiversità 2030 nell’ambito Del Green Deal Europeo. Con questa struttura siamo pronti a fare la nostra parte anche nei tavoli territoriali con proposte, idee concrete ed operative.”


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