Nardella: “Nel carcere di Sulmona grave carenza di funzionari giuridico pedagogico”

di Redazione | 27 Giugno 2021 @ 15:34 | ATTUALITA'
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SULMONA – “Nel carcere di massima sicurezza di Sulmona ( e non solo), oltre all’atavico problema degli organici dei poliziotti penitenziari, in questi ultimi anni si è venuto a creare un pericoloso disavanzo numerico anche tra i Funzionari Giuridico Pedagogico dai più conosciuti come educatori penitenziari. Questi ultimi, insieme al resto del personale del comparto Funzioni Centrali, spesso risultano invisibili agli occhi di molti ma non per questo il lavoro che fanno sia meno importante. Anzi…”.

Lo afferma Mauro Nardella, componente della segreteria regionale UIL Pubblica Amministrazione.

“Per ottemperare al mandato istituzionale e alle attività proprie legate al ruolo specifico dell’educatore il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha previsto in pianta organica per il carcere di piazzale vittime del dovere 6 FGP mentre allo stato attuale risultano in servizio effettivo sole 3 unità – aggiunge Nardella -. In rapporto al numero di detenuti il ruolo e i compiti assegnati all’ educatore sono complessi per loro natura ( colloqui di osservazione della personalità, l’ascoltoe conoscenza dell’altro, gli interventi di trattamento penitenziario, l’attivazione delle sinergie con servizi interni ed esterni). Organizzare le attività di trattamento ( scolastiche, professionali, lavorative, etc), rispondere alle udienze dell’autorità giudiziaria, sviluppare e coordinare progetti ed iniziative culturali o sportive oppure organizzare ed attivare servizi utili, rappresentano un piccolo flash del mondo penitenziario e delle azioni svolte dai FGP. A Sulmona salta agli occhi di tutti l’evidente iniquo rapporto esistente tra FGP e detenuti. Ciò non consente chiaramente ai FGP di provvedere a soddisfare le esigenze di tutte le sezioni detentive se non con un aggravio delle assegnazioni ai singoli funzionari”.

Per Nardella “Un ulteriore elemento di preoccupazione è costituito dalla prospettiva a breve termine dell’apertura del nuovo padiglione in grado di ospitare fino a ulteriori 200 detenuti. La domanda nasce spontanea: ” con quali risorse educative? Saremo capaci di soddisfare un elemento cardine della Costituzione rappresentato dall’articolo 27 della stessa? Allo stato attuale la stanchezza, la saturazione generale e l’abbandono sono gli elementi che stanno caratterizzando il vissuto a Sulmona di queste importanti figure che inevitabilmente si riverbera negativamente suolo stato generale del carcere”

Conclude Nardella: “Sarebbe interessante comprendere, ed è questo che la UIL PA Abruzzo chiede, il ragionamento dei Superiori Uffici e capire quale assetto organizzativo darebbero all’Istituto rispetto al quadro descritto, quali sezioni coprire, quali compiti da adempiere a livello istituzionale, quali le priorità-obiettivi. In sostanza vorremmo sapere se l’attività di rinserimento dei detenuti la si vuole seriamente intraprendere o meno”.


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