La storica centrale di sollevamento di Pile sarà trasformata nel Museo dell’Acqua, nuovo spazio espositivo e multimediale dedicato al racconto di una delle risorse più preziose del territorio aquilano.
Il progetto ripercorrerà oltre duemila anni di cultura dell’acqua, dalle opere idrauliche dell’antica Amiternum e dell’epoca romana agli acquedotti che hanno accompagnato la nascita e lo sviluppo dell’Aquila, fino ai moderni sottoservizi, alle reti intelligenti e ai sistemi di telecontrollo.
L’iniziativa nasce dalla sinergia tra Comune dell’Aquila e Gran Sasso Acqua, su impulso del sindaco Pierluigi Biondi e del presidente della Commissione bilancio e programmazione Livio Vittorini.
L’obiettivo è restituire alla città uno dei luoghi simbolo della propria storia infrastrutturale, trasformandolo in uno spazio dedicato alla memoria, alla divulgazione e all’innovazione.
Il Museo dell’Acqua sarà gestito da Gran Sasso Acqua.
Il progetto ha un valore complessivo di 2,7 milioni di euro ed è finanziato attraverso fondi CIPESS. L’intervento consentirà il recupero e la rifunzionalizzazione dell’edificio storico, che continuerà a svolgere la propria funzione strategica di approvvigionamento idrico.
La centrale diventerà al tempo stesso un luogo aperto alla città, alle scuole e ai visitatori.
L’intervento prevede l’installazione di nuove elettropompe ad alta efficienza energetica, sistemi di telecontrollo e telemisura e tecnologie innovative per rendere più moderna ed efficace la gestione dell’impianto.
Il progetto si inserisce nel processo di digitalizzazione delle reti idriche portato avanti da Gran Sasso Acqua.
Parallelamente sarà recuperata e valorizzata la storica sala delle elettropompe, preservando le macchine che per decenni hanno garantito il sollevamento dell’acqua verso la città.
Il Museo dell’Acqua sarà concepito come uno spazio immersivo e innovativo. Al suo interno troveranno posto sale multimediali con ledwall, installazioni digitali e contenuti interattivi, pensati in particolare per scuole, famiglie e visitatori.
L’esperienza proseguirà anche negli spazi esterni della centrale, attraverso un percorso arricchito da totem digitali che accompagneranno il pubblico lungo la storia dell’ingegneria idraulica aquilana.
In ogni ambiente l’acqua sarà il filo conduttore del racconto, come elemento identitario capace di unire passato, presente e futuro.
“Con questo progetto restituiamo alla città un luogo di straordinario valore storico che racconterà il profondo rapporto che lega L’Aquila all’acqua”, dichiara il sindaco Pierluigi Biondi.
“Il Museo dell’Acqua è stato pensato come un nuovo presidio culturale, educativo e turistico, attraverso il quale valorizzare un patrimonio spesso poco conosciuto e arricchire ulteriormente l’offerta culturale della città”, aggiunge Biondi.
“Il luogo in cui la memoria incontra l’innovazione”, afferma Livio Vittorini.
“Gran Sasso Acqua metterà a disposizione competenze, tecnologie ed esperienza per gestire una struttura che, oltre alla storia dell’approvvigionamento idrico dell’Aquila, racconterà anche l’evoluzione di un servizio essenziale attraverso le sfide della sostenibilità e della trasformazione digitale”, prosegue Vittorini.
“Vogliamo offrire ai cittadini e ai visitatori un luogo vivo, moderno e accessibile, che possa trasmettere il valore dell’acqua come bene comune e patrimonio da conoscere e tutelare”, conclude.
“Progetti di tal sorta dimostrano quanto sia importante fare rete tra istituzioni”, dichiara il presidente di Gran Sasso Acqua, Ivo Pagliari.
“Gran Sasso Acqua metterà a disposizione il proprio patrimonio di competenze tecniche e la propria esperienza nella gestione del servizio idrico per contribuire a realizzare uno spazio che affianca alla funzione infrastrutturale un’importante attività di divulgazione e valorizzazione del territorio”, aggiunge Pagliari.
“Per noi si tratta di un importante investimento anche sul piano culturale e ne siamo orgogliosi”, conclude.







