Musei e dintorni, Arbace: con dinamiche ribaltate Abruzzo ha futuro potenzialmente felice

di Marco Signori | 21 Maggio 2020 @ 07:00 | CULTURA
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L’AQUILA – “L’Abruzzo fino ad ora non ha avuto mai numeri turistici notevoli, quindi è una stagione completamente nuova, sono ribaltate molte dinamiche e l’Abruzzo può farne tesoro”.

Lo afferma Lucia Arbace, direttore regionale Musei Abruzzo, in un’intervista a L’Aquila Blog in occasione della riapertura dei musei statali abruzzesi, primo tra tutti il Munda dell’Aquila.

Dottoressa Arbace, che messaggio danno i musei, a partire dal Munda, che riaprono in Abruzzo?

I musei hanno una missione molto importante ed è stato detto anche dagli specialisti che ammirare le opere d’arte, stare a contatto con la bellezza, con l’intensità dei colori, della luce che emerge dai nostri capolavori può avere un effetto benefico sulla psiche. Per questo abbiamo voluto avviare da subito la riapertura dei musei proprio con il Munda, che di tutta la rete che fa capo alla direzione regionale musei è sicuramente il più significativo.

La fase 2 della cultura sembra essere iniziata proprio da L’Aquila con l’evento su Celestino di Cristicchi a Collemaggio. Il settore è destinato ad essere elitario, riservato a pochi spettatori?

La riapertura del Munda ha richiesto un lavoro preliminare notevole ed impegnativo per garantire la massima sicurezza ai visitatori, naturalmente gli ingressi saranno scaglionati, saranno predisposti secondo un’organizzazione molto rigorosa perché dobbiamo ottemperare a tutta la normativa che ci viene imposta dal comitato della sicurezza e che risponde alle prescrizioni che vengono dai dpcm nazionali. Il Munda può accogliere i visitatori in tranquillità, ognuno verrà accolto da un addetto che misurerà la temperatura con i rilevatori laser scanner che sono a norma e in linea con le indicazioni, all’interno ci saranno dei percorsi in maniera tale che sarà garantito il distanziamento, ma senza compromettere la qualità della visita e la fruizione del nostro patrimonio artistico.

Si parla di turismo di prossimità per il post-Covid, coi borghi da preferire alla città e la montagna ai luoghi affollati. L’Abruzzo, compreso quello dei musei, potrà trarne giovamento?

L’Abruzzo è una terra straordinaria e ora con l’emergenza Coronavirus si apre una fase nuova, favorevole a questa regione, nonostante quelli che prima erano considerati degli handicap, come la difficoltà di raggiungere i luoghi dell’Abruzzo, le montagne, l’assenza collegamenti adeguati, il fatto che in Abruzzo si possa arrivare prevalentemente con la macchina o con gli autobus. Ora queste difficoltà di raggiungere i luoghi della cultura e della natura sono invece delle prerogative essenziali per il nuovo corso del turismo interno, perché gli italiani che saranno i primi a fruire del loro territorio devono sentire soprattutto che stanno vivendo una vacanza in assoluta sicurezza, in un luogo che offre tante risorse naturali e artistiche ma dove c’è anche tanto spazio e non ci sono assembramenti, non ci sono rischi di contagio proprio perché si può andare a passeggiare in montagna e magari trovare soltanto animali e poter annusare i profumi della natura. L’Abruzzo, in prospettiva, ha un percorso felice, ma naturalmente dovranno essere gli enti preposti a catturare questa opportunità, mettendo in campo delle azioni utili ed efficaci per fare in modo che gli italiani che scelgono di fare le loro vacanze nel territorio nazionale prediligano la nostra regione e la scoprano, perché l’Abruzzo fino ad ora non ha avuto mai numeri turistici notevoli, quindi è una stagione completamente nuova, sono ribaltate molte dinamiche e l’Abruzzo può farne tesoro. Mi auguro che ci sia anche il coinvolgimento di tanti giovani.


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