Mura urbiche L’Aquila, non aprite quelle porte

di Alessio Ludovici | 19 Settembre 2021 @ 06:38 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Vorrei ma non posso. Le mura urbiche, lanciate nel dopo sisma come elemento cardine del restauro e del recupero della città storica, sembrano destinate a une perenne provvisorietà, un limbo a cui non fa caso più caso nessuno salvo non accada qualcosa. E’ successo a Porta Branconia l’anno scorso quando fu aperta in occasione di un evento collaterale della Perdonanza. Non mancarono le polemiche con la Soprintendenza che dopo un nostro articolo ci tenne a precisare che non avevano autorizzato loro la fruizione di quel tratto di mura. E porta Branconia, sempre per lo stesso motivo, è tornata alle cronache quest’anno. E di questi giorni poi è la vicenda di Porta Tione, ieri ripulita dai volontari di Jemo ‘Nnanzi, ma ridotta al degrado e in completo stato di abbandono con tanto di mura imbrattate. 

E che dire di Porta Roiana, sono stati i cittadini lì ad interessarsi alla vicenda e a spingere il Comune almeno ad una pulizia della strada di accesso da Sant’Apollonia per poi eventualmente immaginare anche un recupero di un percorso fino alle 99 cannelle. E c’è porta di Bagno, da anni al centro di lentissimo piano di recupero urbano che dovrebbe riaprire il percorso lungo le mura da Sant’Andrea. Non va meglio a Porta Leoni, tra lo stabile abbandonato ormai ex Ater quasi, e la querelle sul tratto di mura esterno chiuso. Porta Barete neanche la nominiamo e il tratto lungo via XXV aprile è ancora cantiere. Insomma, dovevano essere il fiore all’occhiello della ricostruzione, il simbolo della città, con l’illuminazione per valorizzarle. Le cose, al momento, sono andate diversamente. 


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