Munda 70, il Presidente Einaudi a zonzo in città e l’aneddoto di Togliatti

di Alessio Ludovici | 23 Settembre 2021 @ 11:49 | RACCONTANDO
Einaudi
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L’AQUILA – C’era anche il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi a L’Aquila il 23 settembre del 1951 per l’inaugurazione del Museo Nazionale d’Abruzzo presso il Castello Cinquecentesco. E ancora oggi, grazie all’archivio del Quirinale, è possibile leggere il programma di quella visita. Un fitto programma di appuntamenti a dire il vero.

Partenza dal Quirinale alle ore 7. “Il Presidente della Repubblica e la Signora Einaudi, accompagnati dal Segretario generale Consigliere di Stato Carbone, dal Consigliere Militare Generale Marazzani con la Signora Marazzani, dal Dott. d’Aroma con la Signora d’Aroma e dal Dott. Piccolomini, lasciano il Palazzo del Quirinale in automobile, diretti all’Aquila.
L’auto presidenziale è preceduta da una macchina di servizio con l’Ispettore Generale di P.S. dott. Epifanio Chiaramonte ed è scortata da agenti motociclisti”

L’arrivo in città è invece stimato per le ore 10. “L’auto presidenziale percorre via venti settembre, via S. Agostino e sosta in Piazza della Prefettura. Ivi il Capo dello Stato scende dall’auto e passa in rassegna la compagnia d’onore con musica e bandiera schierata sul fronte del Palazzo della Prefettura. Accompagnano il Capo dello Stato il Generale Marazzani e il Generale Scattini, Comandante militare del Territorio.
Al termine dello schieramento il Presidente della Repubblica viene ricevuto dall’On. Leone, vice Presidente della Camera dei deputati, dal Senatore Lopardi in rappresentanza del Senato della Repubblica, dall’On. Segni, Ministro della Pubblica Istruzione, in rappresentanza del Governo, dal Dott. Luigi Stella, Prefetto dell’Aquila, dall’Avv. Angelo Colagrande, Sindaco dell’Aquila, dall’Avv. Ermenegildo Tecca, Presidente della Giunta Provinciale, dal Primo Presidente e dal sostituto procuratore generale della Corte d’appello.”
La signora Einaudi, intanto, accompagnata dalle Signore Marazzani, d’Aroma e dal dott. d’Aroma, “fa il suo ingresso al Palazzo della Prefettura. All’inizio dello scalone d’onore sono ad attenderla, la Signora Leone, consorte del Vice Presidente della Camera, la Signora Stella, consorte del Prefetto, che offre alla Signora Einaudi un omaggio floreale e la Signora Giuganino, consorte del Segretario generale della Camera dei deputati”.
Prima di recarsi al Castello il Presidente riceve in un salotto separato prima il gruppo dei parlamentari della Regione e poi l’Arcivescovo dell’Aquila ed i Vescovi di Sulmona e di Termoli.
Direzione Castello quindi, con il l corteo presidenziale che da Piazza della Prefettura si dirige verso il Castello passando per via S. Agostino, via venti settembre, Corso Federico II, Corso Vittorio Emanuele
Preso posto nell’Auditorium, con un rigido cerimoniale che decide chi siede dove, compresi gli ambasciatori di Francia e Spagna, comincia la cerimonia. “Prende la parola il Sindaco dall’Aquila che rivolge un indirizzo di saluto al Presidente della Repubblica. Quindi si alza poi a parlare il Soprintendente Prof. Chierici per svolgere una breve relazione tecnico-illustrativa sui lavori di restauro del Castello cinquecentesco e sul riordinamento del Museo Nazionale. Risponde a nome Governo l’On. Segni, Ministro della Pubblica Istruzione.”
Al termine dei discorsi il Presidente dalla Repubblica e la Signora Einaudi, seguiti dalle autorità, lasciano l’Auditorium e si recano a visitare le sale del Museo e la Mostra dei restauri che vengono loro illustrate dal Soprintendente prof. Chierici per l’arte medioevale e moderna e dal Soprintendente prof. Cianfarani per l’arte antica.”
Alle ore 12 e 15 termina la visita al Museo e il Presidente della Repubblica dopo aver apposto la firma, insieme alla Signora Einaudi, sul registro dei visitatori, lascia il Castello cinquecentesco.
Ma la visita del Presidente non finisce. Nel pomeriggio con il sindaco Colagrande ed il Soprintendente Chierici si svolge un lungo tour tra i principali monumenti cittadini, comprese, ovviamente le basiliche di Collemaggio e San Bernardino. Ultima tappa le 99 cannelle e quindi la ripartenza per Roma, con arrivo al Quirinale alle 21.
Una giornata memorabile per la città, che corona un grande sforzo del Soprintendente Chierici e degli intellettuali aquilani che anni prima avevano convinto Palmiro Togliatti, all’epoca Ministro della Giustizia, a non utilizzare la fortezza, di proprietà del ministero, come carcere. Ricordava così questo aneddoto dell’immediato dopoguerra, lo storico e giornalista Amedeo Esposito: “Il Castello cinquecentesco – per fare un esempio – sarebbe rimasto carcere, se non vi fossero state le idee e le azioni (a qualunque livello, anche politico) di tanti uomini di cultura, e in particolare del sovrintendente Chierici e di Pio Iorio, che convinsero l’allora Ministro di grazia e giustizia, Palmiro Togliatti, a dare alla città il suo centro culturale a cominciare dal Museo Nazionale d’Abruzzo”. Settant’anni di Munda, ancora qualche acciacco postsismico ma in via di superamento.


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