MU.SP.A.C, Enrico Sconci: vi racconto l’arte di Beyus

“L’arte come scienza della libertà” J. Beyus “Cos’è l’arte”, a cura di V. Harlan, 2015.

di Laura Di Stefano | 11 Luglio 2021 @ 06:00 | CULTURA
enrico sconci beyus
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L’AQUILA – In occasione della dell’apertura della mostra “Scosse dell’arte per un museo della memoria”, presso il Museo Sperimentale di Arte Contemporanea, il presidente dell’Associazione Culturale Centro Multimediale “Quarto di Santa Giusta”, il prof. Enrico Sconci, ha presentato ai lettori di LaquilaBlog le opere presenti nel percorso museale e l’importante figura dell’artista Joseph Beyus, a 100 anni dalla sua nascita.

Già nel 1985 a L’Aquila, venne organizzato un convegno per la presentazione del libro “Incontro con Beyus” di Lucrezia De Domizio, Italo Tomassoni e Buby Durini, il quale permise alla città di conoscere i lavori più importanti che Beyus, artista tedesco ma innamorato dell’Italia, produsse nella nostra regione. Uno dei lavori svolti in Abruzzo è presente nella collezione del museo, l’azione Olivestones, del 1984, che riportiamo con le parole della direttrice dell’associazione, la prof.ssa Martina Sconci, presenti nel catalogo virtuale del museo:

“Per questa occasione Beuys usufruisce di cinque vasche di pietra arenaria di Lettomanoppello (Abruzzo) del XVIII sec. usate originariamente per decantare l’olio d’oliva. Vi attua però una trasformazione, inserendo dei blocchi della stessa pietra ma di misura leggermente inferiore, in modo da creare un interstizio di qualche millimetro tra le loro pareti e quelle delle vasche. I cinque parallelepipedi vengono colmati con circa 200 litri d’olio d’oliva, che penetra la pietra fino a filtrarla completamente, creando una patina sulla superficie che riflette l’ambiente circostante come uno specchio. Abbiamo quindi da una parte il materiale cristallino della pietra, rigidamente geometrica e, dall’altra, il principio organico e informe costituito dall’olio: è la tensione tra caos e forma, condizione necessaria affinché si alimenti il fluire della vita e della creatività. L’olio d’oliva annulla le distanze e crea una continuità tra gli elementi: li penetra e li impregna di sé facendo di due corpi un’unica realtà. “Olivestone” significa nocciolo d’oliva: è la parte più dura del frutto, nascosta nella sua polpa, l’anima, lo scrigno in cui sono contenuti i principi vitali. L’artista ne crea una versione letterale: un nocciolo di pietra che naviga nell’olio.” 

I temi prediletti da Beyus sono tutti espressi nelle raffigurazioni e nelle riproduzioni fotografiche presenti all’interno della mostra: la difesa della natura e dell’ambiente (non a caso fu il fondatore del partito dei Verdi in Germania), lo spirituale nella vita e nella cooperazione tra i popoli, in un sistema in cui le idee concrete e creative si trasformano in azioni e permettono l’autodeterminazione dei popoli e dell’uomo.

Il rivoluzionario artista “sciamano”, continua a spiegarci il prof. Sconci, si allontana dal disfattismo concettuale, si riaggancia al pensiero romantico europeo e torna a mettere al centro delle proprie idee l’uomo e l’arte come capacità di trasformazione della mente, attraverso l’insegnamento e l’attivismo, fa suo il concetto di “scultura sociale”, ciò che permette ad ogni persona di essere artista, grazie al percorso evolutivo della propria mente.

Non solo opere e riproduzioni fotografiche delle azioni del maestro, ma soprattutto un vasto numero di libri e cataloghi ormai introvabili riferiti a Beyus, sono presenti all’interno del museo; uno studio lungo una vita, che, insieme a ricordi di un parterre di artisti e figure di spicco dell’arte internazionale, come Jannis Kounellis, Joseph Kosuth e Germano Celant, che a fine novecento vennero a conoscere la città dell’Aquila, permette agli spettatori di addentrarsi in un luogo senza tempo, che narra una nuova storia artistica della città.

La mostra si terrà dal 6 al 20 luglio 2021 presso la sede del MU.SP.A.C, a Piazza d’Arti (in via Ficara), dal martedì al sabato, dalle 17 alle 20, rientra nel progetto sostenuto con i fondi Restart dal Comune dell’Aquila.

 


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