Movida: sì a maggiori controlli ma basta aggressioni ai carabinieri

Gli interventi di Carlo Cruciani e Roberto Di Stefano del Nuovo Sindacato Carabinieri

di Redazione | 31 Luglio 2022 @ 12:11 | ATTUALITA'
vita notturna
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L’AQUILA – “Sembrerebbe che i fatti accaduti nella movida del centro aquilano nei giorni scorsi non hanno insegnato nulla. Ci riferiamo all’aggressione in danno dei carabinieri ad opera di un “branco” di assalitori, che fortunatamente sono stati messi in fuga a seguito dell’intervento di numerose pattuglie delle Forze dell’Ordine”. Interviene così Carlo Cruciani, segretario provinciale del Nuovo Sindacato Carabinieri in riferimento ai fatti di cronaca dei giorni scorsi che hanno interessato la movida aquilana.

“Per la chiara questione di ordine pubblico sono state necessarie delle misure per prevenire ulteriori criticità, chiedendo il massimo sforzo alla Territoriale della Compagnia Carabinieri di L’Aquila per incrementare la presenza di militari nelle strade operatori dalla Movida attraverso servizi che – secondo Carlo Cruciani – sarebbero stati predisposti in una maniera  che pone i Carabinieri che saranno impiegati in aree delicate a rischio, in assenza di una adeguata cornice di sicurezza”.

Roberto Di Stefano, Segretario Nazionale per il Centro Italia di Nsc, si interroga su quali siano stati i criteri considerati per determinare le fasce orarie interessate dalla programmazione di tali servizi, atteso che – a differenza dell’Arma che da poco si confronta con i sindacati e dimostra di non aver valutato completamente la necessità di discutere insieme per le tematiche di tutela della sicurezza dei Carabinieri –  l’organizzazione di servizi particolari nella Polizia di Stato devono seguire una fase informativa preventiva di concerto con le organizzazioni sindacali, proprio per affrontare esigenze non normate dall’accordo nazionale quadro.

“Quali possibilità avrebbero i Carabinieri, organizzati in un servizio di controllo, di poter esercitare la loro funzione, se non viene prevista un’adeguata copertura che impedisca le cosiddette reazioni del “branco”? Se fossero aggrediti, come è già successo nelle scorse sere, quali pericoli potrebbero e dovrebbero affrontare se rimangono soli? Al Nuovo Sindacato Carabinieri non è noto chi abbia elaborato tali interventi che oggettivamente aumentano i rischi degli operatori, ma chiediamo che un servizio così delicato sia valutato in maniera assolutamente partecipata.”

“Ci potrebbero essere diverse soluzioni – aggiunge Di Stefano  – ma non possono prescindere dalle forze a disposizione, dalle altre esigenze del territorio e da eventuali richieste di rinforzi di unità specializzate che sappiano gestire problematiche di ordine pubblico, come già avviene in altre città che vivono lo stesso fenomeno dove anche le nuove procedure di applicazioni dei DASPO urbano (e della norma ‘Willy’) stanno contrastando ottimamente tali criticità. I Carabinieri non possono essere mandati così alla leggera senza considerare quello che potrebbe accadere (eventualità non così remote viste le recenti vicende). Ne va della loro sicurezza e anche della loro dignità!”

Cruciani e Di Stefano concludono affermando che “il nostro ruolo sindacale ci impone di tutelare i Carabinieri, soprattutto quando sono in servizio e per aspetti particolari come questo. Certamente un confronto avrebbe evitato questo intervento sindacale, ma siamo sicuri che ci sarà una pronta riflessione orientata a rimodulare la soluzione adottata, in ragione della necessità di garantire una cornice di sicurezza adeguata che consenta, non solo la tutela dei Colleghi coinvolti, ma anche un servizio di prossimità per la Comunità Aquilana che ha il diritto di godersi la nostra bellissima città in sicurezza.”

“Dispiace che ancora non si capisca l’importanza di un giusto e continuo confronto, eppure il Nuovo Sindacato Carabinieri si è da sempre messo a disposizione dei propri dirigenti su tutto il territorio e continuerà a farlo sempre. È questo il ruolo principale di un sindacato” concludono.


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