Movida e disagio giovanile, politica divisa sul percorso da seguire

di Alessio Ludovici | 09 Febbraio 2023 @ 06:00 | ATTUALITA'
consiglio comunale
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – Tanto rumore per? Poco. Il consiglio comunale sulla movida, la vivibilità e la sicurezza del centro ed il disagio giovanile si è risolto senza grandi sorprese. La maggioranza si è votata (e approvato) il suo ordine del giorno, l’opposizione il suo con buona pace con l’idea iniziale di condividere un percorso comune su temi molto delicati.

Seduta aperta dagli interventi di Fabio Frullo che ha illustrato il documento di maggioranza, e da Alessandro Tomassoni del Passo Possibile, da cui era nato l’input iniziale di lavorare su certi temi, che illustrato l’ordine del giorno delle opposizioni. A seguire le audizioni. Assenti i comitati civici del centro storico come i rappresentanti dei commercianti, si sono fatti vedere solo Enrico Perilli, presidente dell’Ordine degli psicologi d’Abruzzo, e Roberto Di Stefano del Nuovo Sindacato dei Carabinieri. Presenti anche rappresentanti dell’Ufficio scolastico regionale. Proprio Di Stefano ha sottolineato la necessità di accompagnare le sacrosante attività di inclusione sociale e per l’eliminazione dei fattori di marginalità da “un’attenzione circa la sicurezza delle Forze dell’Ordine che ne sono attori protagonisti”. Proprio quello della carenza di personale, anche della Polizia Municipale, è stato uno dei temi più ricorrenti in questi mesi nel dibattito.

Enrico Perilli dal canto suo ha invitato a non fare facili sovrapposiziono tra questioni molto complesse, spesso diverse tra di loro e che non riguardano solo la nostra città. Perilli ha sottolineato come analfabetismo emotivo, ansia e depressioni, dipendenze, in particolare la cocaina, frammentazioni sociali della nostra società, accompagnate da una mancanza di strutture permanenti e di personale formato secondo le nuove esigenze, siano problemi mastodontici e di difficile gestione.

Di Stefano e Perilli

Di Stefano e Perilli

Le proposte di maggioranza e minoranze

Quello approvato, dalla maggioranza, impegna la giunta “ad attivare progetti educativi, formativi e sociali sul tema della povertà educativa e del contrasto alle diseguaglianze socio economiche”. L’ordine del giorno, primo firmatario il consigliere Fabio Frullo (Civici e Indipendenti per Biondi), sollecita inoltre anche altri interventi da parte della giunta comunale, tra cui l’attivazione e il potenziamento dei servizi informativi per i giovani con particolare riferimento all’accesso al lavoro, l’esecuzione di misure necessarie per la tutela collettiva degli spazi pubblici, lo svolgimento di controlli della polizia municipale per il rispetto di consumatori, esercenti e residenti e l’azione per la tutela della salute pubblica attraverso la redazione del Piano comunale di classificazione acustica e lo sviluppo delle attività di sorveglianza.

Quello di minoranza, con primo firmatario proprio Alessandro Tomassoni, Il Passo Possibile, affrontava una pluralità di vicende focalizzandosi sulle tre macroaree critiche: “25 punti che trattavano in maniera dettagliata di sicurezza, di prevenzione e proposta di azioni sociali, di rigenerazione socio-urbanistica e di pianificazione di interventi volti alla costruzione dei servizi mancanti in centro storico. 25 punti, frutto del lavoro, durato mesi, di ascolto e confronto con residenti, commercianti e professionisti del territorio; 25 punti che la maggioranza non ha inteso accettare e sui quali non ha neanche voluto dibattere nei pochi interventi che si sono susseguiti”.

Il dibattito

Duro il commento delle opposizioni. “E’ evidente – hanno scritto in una nota congiunta – che a chi governa la città importino poco le crescenti preoccupazioni che hanno destato le recenti cronache, che raccontano di un’escalation di episodi di teppismo senza controllo, di bullismo, di violenza gratuita e atti vandalici, fino ad arrivare ai gravissimi episodi di furti e rapine in centro storico, uno persino a mano armata e in pieno giorno. Eppure le regole ci sono, basterebbe farle rispettare. A questa Amministrazione non interessano il disagio sociale, la regolamentazione e il controllo degli spazi urbani, e quindi la gestione della vivibilità in centro storico, il rispetto delle regole, la sicurezza dei cittadini, tutti criticità non affrontate da cui promana l’escalation di episodi gravi e preoccupanti che hanno come protagonisti i nostri giovani, soprattutto minorenni.  Pur trattando tematiche importanti sulle quali non dovrebbero esserci preclusioni di contrarietà ma solo il bene comune della città, la maggioranza, in spregio alla richiesta di opposizione costruttiva e  collaborativa,  boccia ancora una volta ciclicamente le proposte dell’opposizione, forte solo del voto in più. D’altronde lo si era capito a margine delle specifiche Commissioni sul tema quando, nonostante si fosse trovata la quadra su un documento unitario anche grazie all’ottima predisposizione dell’opposizione e la linearità delle nostre proposte, ci fu una “marcia indietro” della maggioranza, costretta per “allineare” internamente le proprie differenti posizioni politiche, a redarre e proporre autonomamente un documento di facciata,  “vuoto” e privo di reali proposte, per poi approvarselo nella seduta odierna. Il messaggio che vogliamo mandare è chiaro: l’Amministrazione comunale non può più nascondersi e far finta di nulla, sminuendo la portata dei problemi cittadini per relegarli a intemperanze di pochi o limitandosi a rituali parole di solidarietà, seppur giuste, verso chi “subisce” laddove, invece, le persone pretendono interventi e soluzioni concrete. Noi continueremo a portare all’attenzione dell’istituzione comunale le problematiche che attanagliano il centro storico attraverso tutti gli strumenti a nostra disposizione.”

In aula sono emersi anche spunti concreti, Paolo Romano e Stefano Albano hanno chiesto più attenzione agli spazi sociali, ad esempio l’ormai concluso ex asilo di Viale Duca degli Abruzzi. La giunta, Raffaele Daniele e Manuela Tursini, hanno sottolineato gli sforzi che si stanno facendo, ad esempio i fondi, circa 100mila euro l’anno per tre anni, stanziati su varie azioni  dedicate al disagio giovanile nel Piano sociale di zona. Una novità, ha sottolineato la Tursini, rispetto al precedente piano. 


Print Friendly and PDF

TAGS