Moti aquilani, Trifuoggi: “Castelli voleva C. Appello a Pescara”

di Redazione | 03 Marzo 2021 @ 13:07 | RACCONTANDO
Moti aquilani, Trifuoggi: "Castelli voleva C. Appello a Pescara"
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L’AQUILA –  “Mi ricordo benissimo quella inaugurazione del Palazzo di Giustizia di Pescara nel 2004: ad un certo punto vennero a chiamarmi perché il ministro Castelli (Lega) voleva fare una riunione, riservata. Andai e venni a sapere che il ministro di Giustizia aveva interesse ad aprire una seconda sede della Corte d’Appello in Lombardia, per il nord, a Pescara per il Centro e Foggia per il Sud. Non mi meravigliai affatto: sapevo che un intero piano del nuovo tribunale era vuoto ed era stato riservato proprio per quella proposta. Insomma, questa idea c’era già”. Così rivela pezzi di storia giudiziaria abruzzese Nicola Trifuoggi, ex capo della Procura pescarese per 11 anni, ma in precedenza, dal 1979 pretore e pm a Chieti, L’Aquila e Pescara, magistrato insomma molto inserito nella storia recente abruzzese.

Trifuoggi interviene sul botta e risposta Vespa-Tiboni in merito alle ‘scorie’ dei Moti aquilani del 1971, con accuse e contro repliche tra aquilani e pescaresi “Mi dicono che l’imput per questo ‘trasferimento’ venisse dalle categorie forensi pescaresi: non so se era vero, ma mi dicevano anche – prosegue Trifuoggi – che il 70% delle cause pendenti in Corte d’Appello all’Aquila derivassero dalle province di Chieti e Pescara e il restante 30% da Teramo e L’Aquila”.

Ma c’è anche un altro aneddoto: Trifuoggi, 2014 al 2017 è stato vicesindaco ‘tecnico’ nella Giunta Cialente, ricorda una riflessione che dà il senso di quelle ore e di quelle polemiche: “Una volta feci notare al sindaco dell’Aquila che a parte le categorie interessate a questi temi, a Pescara queste cose non interessavano di fatto a nessuno o quasi. Gli aquilani no. Loro ne parlano, si infervorano. A Pescara come la pensano? Arriva la Corte d’Appello? Ah, bene, ma in fondo chissenefrega – sorride l’ex magistrato – Una volta in Giunta arrivò una proposta per fare uno studio sugli ‘scippi’ alla città: e io ribadii che il cittadino di Pescara non gliene importa niente e neanche vuole sapere. Cialente, un po’ turbato, da questa ‘verità rivelata’, alla fine ammise che tra il serio e il faceto che ‘la forza di Pescara è che se ne frega’”, conclude ironico Trifuoggi.


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