Monza in serie A, l’aquilano Aureli tra i protagonisti: “Felicissimo e orgoglioso”

di Alessio Ludovici | 01 Giugno 2022 @ 06:07 | SPORT
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L’AQUILA – “Felicissimo e orgoglioso per me che vengo da un piccolo paese come San Demetrio”. Raggiungiamo telefonicamente in Brianza Fabio Aureli, direttore marketing del Monza Calcio. Stanco dopo i festeggiamenti e i preparativi per la grande festa che si sta preparando.

Da San Demetrio fino a lavorare per due maestri del calcio e della comunicazione, Adriano Galliani e Silvio Berlusconi. In mezzo tanti studi e tanta gavetta. “Adriano Galliani era il mio idolo quando ho cominciato a lavorare nel mondo del calcio, oggi lavoro per lui”.

Aureli comincia da calciatore però e con buoni trascorsi giovanili ma a 18 anni decide rimanere fedele alla passione per il calcio in altro modo. Arriva la laurea in Scienze Motorie all’Aquila, 110 e lode in indirizzo management, vecchio ordinamento. Poi un master a Treviso, finanziato dai Benetton. Quindi è ora delle prime esperienze lavorative.

Tra le più importanti quelle a L’Aquila calcio durata ben 9 anni con tante sfide, un terremoto di mezzo e qualche storica gioia.

“A Berlusconi la prima cosa che ho detto è stato grazie per quello che aveva fatto per L’Aquila nel 2009” racconta Aureli.

Nel 2018 lo sbarco di Aureli a Monza, allora di proprietà dei Colombo, di Nicola Colombo figlio di Felice “il presidente del Milan della Stella”. Neanche due mesi e il Monza diventa proprietà di Berlusconi. A guidare la nuova creatura è Adriano Galliani. Apriti cielo, per chi si occupa di calcio e comunicazione ritrovarsi con loro due può essere un colpo: “Sono stati molto corretti, hanno voluto prima mettere alla prova noi che c’eravamo già e alla fine ci hanno confermato e abbiamo anche avuto le nostre gratificazioni professionali”.  

“Il mio approccio però – spiega Aureli – è sempre rimasto lo stesso. Ho cercato di lavorare con la stessa professionalità di sempre”. L’imprintig di Berlusconi però è potente:

“Con loro si pensa subito in grande e devi dare sempre il 110%, prevedono e anticipano il futuro”.

E pensare che il Monza non sarebbe mai dovuto andare in serie A secondo una sorta di leggenda metropolitana che poi è diventata anche un cameo in un film di Pozzetto. Una maledizione di 110 anni, spezzata dai sogni di Berlusconi.

Ora tutti impegnati a preparare il grande sbarco, per il Monza, e il ritorno, per Berlusconi e Gallini, nella massima serie. La prima volta, negli anni ’80, Berlusconi sbarcò in ritiro a bordo di un elicottero tra cavalcate delle Valchirie e grandi acquisti. Il Monza non è il Milan certo ma Aureli, che ha un contratto pluriennale che lo lega al Monza, conferma: “Siamo un club super organizzato e cercheremo di essere protagonisti da subito anche in serie A”. 


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