Monte Stabiata, il comitato Vinca decide sulla procedura semplificata

di Alessio Ludovici | 20 Gennaio 2022 @ 06:00 | AMBIENTE
comitato monte stabbiata
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L’AQUILA – Si riunisce oggi a L’Aquila il Comitato di Coordinamento Regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale, l’autorità competente in materia di incidenza ambientale. All’odg di nuovo il poligono a cielo aperto di Monte Stabiata, situato all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e corridoio ecologico dell’orso.

L’esercito, infatti, parallelamente alla procedura di Vinca già aperta negli anni passati, sospesa in attesa dei piani di caratterizzazione ambientale successivi alle bonifiche da contaminazioni, e quindi ancora in attesa di concludersi, ha richiesto una procedura semplificata. Si chiama “screening” e serve ai proponente quando l’intervento è minimale e si può escludere con certezza un impatto diretto o indiretto su specie e habitat di interesse comunitario. Lo screening è richiesto in questo caso per le esercitazioni cosiddette “in bianco”, cioè non a fuoco, che contemplano comunque accampamenti di uno o più giorni, l’addestramento con i mortai e la scuola guida off-road con i mezzi. Tutto già presente nella prima Vinca con tanto di misure di mitigazione non necessarie con la procedura di screening. La vicenda ha fatto inalberare le associazioni ambientaliste che ieri, in una nota stampa, hanno chiesto l’ennesimo stop alle esercitazioni all’interno del Parco.

“Comprendiamo le necessità degli Alpini ma crediamo che debbano finalmente trovare una soluzione alternativa al di fuori delle aree protette dove tra l’altro gli escursionisti si aspettano di trovare una natura incontaminata immersa nella pace e non certo di osservare scenari di guerra”.

Per il primo semestre del 2022 sono già 42 le giornate di esercitazione richieste. La vicenda si trascina da anni, con il Parco preso in mezzo alla questione. Anche la comunità locale ha più volte suggerito una via d’uscita da questa situazione che, raccontano allevatori e cittadini, produce diversi disagi non solo alla fauna selvatica ma anche agli allevamenti, anche se non tutti la pensano allo stesso modo


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