Montagna, la Ferfa: “Bisogna dire con franchezza che è un ambiente pericoloso”

di Redazione | 02 Febbraio 2021 @ 16:53 | ATTUALITA'
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Una riflessione della Ferfa, la federazione per la rinascita della forestale ambientale, per la quale l’ennesimo fatto di cronaca in montagna deve diventare anche un’occasione per una riflessione profonda sulla montagna e il modo in cui viene fruita, sull’organizzazione dei soccorsi e la necessità di ripristinare il presidio tecnico dei forestali a tutela della montagna e di chi la frequenta. Di seguito la nota completa.
“Dopo diversi giorni e un’incidente con l’elicottero, sono ancora senza esito le ricerche dei quattro dispersi sul monte Velino.
Sul posto stanno operando circa 450 unita’ (alcune venute persino dalle Alpi) dei Vigili del fuoco, Soccorso alpino, Guardia di finanza, Arma dei carabinieri, Polizia di Stato, Esercito, Protezione civile regionale e volontari.
Eppure il decreto Madia, sciogliendo la Forestale, aveva affidato la competenza relativa al soccorso in montagna alla sola Guardia di finanza (oltre che al Corpo nazionale di soccorso alpino e speleologico del CAI).
Dopo oltre 4 anni dalla riforma Madia, a parte la Forestale soppressa, non e’ cambiato nulla: sono intervenuti sul posto tutti i corpi ed enti dello Stato. Manca solo la Guardia costiera.
La spettacolarizzazione dei soccorsi in montagna, con tanto di conferenza stampa e riprese televisive, soprattutto quando le condizioni meteo sono proibitive, non è educativa.
Inventarsi trasporti di battipista dal cielo (poi tragicamente lasciati schiantare a terra) e ammassare centinaia di soccorritori di enti diversi preposti ad altro (molti dei quali non conoscono il territorio da battere) ci lascia un po’ perplessi.
Bisogna tornare a educare chi va per i monti, soprattutto ora che è diventata attività di massa. Bisogna dire con franchezza che la montagna è un ambiente pericoloso, che bisogna affrontarla con prudenza e con le attrezzature idonee, che spesso è meglio rinunciare all’escursione e soprattutto non far percepire che tutto e’ possibile e “male che va c’è sempre qualcuno che ci viene a salvare”.
Bisognerebbe poi ripristinare al più presto quella Forestale, ex presidio tecnico montano dello Stato, ricomponendo al suo interno e in modo unitario la sua flotta elicotteristica ora spesso ferma a terra, le sue squadre di soccorso alpino, le sue unità cinofile per le valanghe, il suo Servizio Meteomont, i suoi Comandi stazione di montagna con i periodici servizi di controllo in alta quota e la sua Scuola di formazione alpina, oggi tutti inspiegabilmente smembrati tra Arma dei carabinieri, Vigili del fuoco, Guardia di finanza, Polizia e Direzione generale delle foreste del Mipaaf.
E gli effetti dell’assenza della Forestale, quale Corpo tecnico di polizia specializzata tra le montagne italiane, si continuano a notare tanto d’estate con gli incendi boschivi, tanto in autunno con i dispersi nei boschi di cittadini che vanno a funghi, quanto in inverno per le valanghe e per queste sciagure oltre che in primavera per il bracconaggio e per l’assalto ai boschi dei gitanti della domenica.
Ovviamente, la FeRFA augura un buon lavoro a tutti i soccorritori impegnati sul monte Velino, auspica al più presto il ritrovamento dei quattro dispersi e si congratula con i piloti dell’elicottero per aver dato la loro disponibilità a volare con condizioni meteo critiche e per essere stati bravi nell’evitare un’ulteriore tragedia.”

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