Montagna, accordo di collaborazione tra Cnsas e Alpini

di Redazione | 02 Marzo 2021 @ 19:09 | ATTUALITA'
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Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) ed il Comando Truppe Alpine dell’Esercito Italiano hanno firmato oggi un importante accordo tecnico, per istituzionalizzare ed incrementare la stretta collaborazione operativa e addestrativa nell’ambito del soccorso alpino sul territorio nazionale. Il documento è stato siglato a Bolzano dal Presidente del Soccorso Alpino, Maurizio Dellantonio, e dal Comandante delle Truppe Alpine, Gen. C.A. Claudio Berto.
L’accordo nasce dopo una pluri-decennale collaborazione fra il Soccorso Alpino e gli Alpini: due realtà che dalle proprie specificità e dalle peculiarità di soccorso civile e militare hanno saputo creare un unicum di grande efficacia, distinguendosi in tanti interventi e scenari operativi per la sicurezza in montagna. La firma dell’accordo rafforza ulteriormente questo legame, sancendo la nascita di un protocollo operativo che non potrà che avere risvolti positivi in tutte quelle situazioni dove è necessario portare soccorso specializzato a persone in pericolo di vita in territorio impervio o montano.
L’accordo si inserisce in un quadro di cooperazione più ampio sancito dal protocollo d’intesa che da alcuni anni regola i concorsi fra il Soccorso Alpino e Speleologico nazionale e lo Stato Maggiore della Difesa, e ha aperto la strada ad una maggiore integrazione, nello specifico settore, fra il comparto civile e quello militare.

I dettagli operativi dell’accordo fra CNSAS e Truppe Alpine

Il documento firmato oggi a Bolzano avrà importanti e immediati risvolti: saranno rafforzate le collaborazioni nella attività formative, addestrative e operative in ambiente montano. E sarà immediatamente avviato – a livello di soccorso – un piano di attivazione congiunto fra il Soccorso Alpino e Speleologico e le Truppe Alpine, che andranno ad intervenire fianco a fianco in numerosi interventi di soccorso in ambiente montano e impervio.
Queste operazioni congiunte avverranno a favore del soccorso di carattere sanitario e non sanitario, per il recupero di persone in imminente pericolo di vita, la ricerca e soccorso di persone disperse in territorio montano e zone impervie, anche, ma non solo, nell’ambito degli interventi di Protezione Civile, eventualmente disposti dalle Prefetture e dagli Enti Locali competenti, dove sia richiesto l’intervento del CNSAS o delle Truppe Alpine.
Secondo quanto previsto dalla legge, il coordinamento e la direzione delle operazioni spetteranno al CNSAS, e le Truppe Alpine parteciperanno con proprio personale tecnico e squadre specializzate nel soccorso alpino militare, fatti salvi prioritari impieghi operativi di Forza Armata. Il contributo alle operazioni verrà espresso, sotto il coordinamento delle Brigate alpine, da parte di questi Comandi:
2° Alpini (Cuneo);
3° Alpini (Pinerolo);
9° Alpini (l’Aquila);
5° Alpini (Vipiteno);
7° Alpini (Belluno);
8° Alpini (Venzone);
1° Artiglieria Montagna (Fossano);
3° Artiglieria Montagna (Remanzacco);
6° Alpini (Brunico);
Reggimento logistico “Julia” (Merano);
Reparto Comando e Supporti Tattici “Tridentina” (Bolzano);
Centro Addestramento Alpino (Valle D’Aosta).

Le dichiarazioni

“E’ con grande soddisfazione e profondo orgoglio che possiamo annunciare quest’importante accordo – ha dichiarato Maurizio Dellantonio, presidente nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico – Sul campo, nelle situazioni più difficili, come la valanga di Rigopiano o il recente intervento di ricerca di quattro alpinisti travolti da una slavina in Abruzzo, abbiamo lavorato spalla a spalla con gli Alpini. In tantissimi interventi congiunti abbiamo imparato ad apprezzarne la preparazione tecnica, unita ad un’umanità e a dei valori di solidarietà che suscitano rispetto e ammirazione. Quest’accordo firmato oggi rilancia ulteriormente una collaborazione proficua, aumentandone la portata e le ricadute per i cittadini, gli abitanti delle montagne, l’utenza turistica. In numerose parti d’Italia avremo squadre miste militari/civili, nel segno della più estesa sinergia”.
“Le Truppe Alpine che riconoscono nel CNSAS un pilastro della sicurezza e del soccorso in montagna ed una eccellenza del nostro Paese, mettono a disposizione la professionalità, l’entusiasmo e le tecnologie di cui dispongono, nel comune interesse di far fronte comune nelle emergenze con tutta l’umiltà, ma anche con tutta la forza, di chi vive ed appartiene alla montagna” – ha detto il Gen. C.A. Claudio Berto, Comandante delle Truppe Alpine dell’Esercito Italiano.

 

Appendice

Le Squadre Soccorso Alpino Militare (SSAM) delle Truppe Alpine dell’Esercito

Le Squadre Soccorso Alpino Militare (SSAM) delle Truppe Alpine dell’Esercito nascono con il preciso scopo di supportare il personale militare in addestramento montano; esse sono composte da militari in possesso di specifiche qualifiche nei settori sciistico, alpinistico, meteo-nivologico e sanitario.
Tali qualifiche rendono le SSAM un assetto peculiare delle Truppe Alpine dell’Esercito, di pagante impiego in un ampio spettro di emergenze ed in grado di operare di concerto con le altre realtà del soccorso in montagna.
Nel corso degli ultimi anni le capacita operative delle SSAM schierate sul territorio nazionale (arco alpino ed appenninico) sono state offerte per diversi scenari addestrativi oltre che in occasione di interventi reali ove si è potuto testare le capacità di interoperabilità con il CNSAS per il soccorso in montagna.
Il Corso per Operatore di Soccorso Alpino Militare (OSAM) e il corso per Tecnici del Soccorso Alpino Militare (TESAM): tale offerta formativa militare rappresenta la volontà dell’Esercito di preparare personale già qualificato delle Truppe Alpine ad assicurare la giusta cornice di sicurezza al personale in addestramento ed in operazioni in ambiente montano e impervio, nonché in caso di intervento specializzato richiesto del servizio nazionale di protezione civile. Le selezioni per il corso OSAM sono accessibili soltanto al personale in possesso delle qualifiche di capocordata militare e sciatore militare scelto. Il corso della durata di tre intense settimane, suddivise tra lezioni teoriche in aula e lezioni sul campo, si propone di fornire ai frequentatori la possibilità di perfezionare le proprie competenze riguardo l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e la ricerca organizzata di travolti in valanga, rendendoli in gradi di operare nell’ambito di un “soccorso organizzato”, in parete e su ghiacciaio, mediante l’utilizzo delle tecniche di soccorso alpino.
Il corso TESAM (2 settimane) è invece accessibile solo al personale in possesso dei brevetti di Istruttore Militare di Alpinismo e di Sci, che abbia conseguito le qualifiche OSAM ed Esperto Militare Neve e Valanghe (EMNV), ed è volto a formare i futuri tecnici di soccorso alpino militare. Tali figure trovano il loro impiego a capo delle Squadre Soccorso Alpino Militare (SSAM) formate da operatori di soccorso militare.
La formazione nell’ambito del soccorso alpino militare ha come obiettivo finale quello di ampliare conoscenze e tecniche operative patrimonio delle Truppe Alpine dell’Esercito, costituendo così squadre soccorso autonome, altamente specializzate nel settore combat-rescue, e proiettabili in terreni montuosi complessi ma anche in aree urbanizzate connotate da verticalità.
Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Con oltre 10 mila interventi di soccorso ogni anno è il riferimento italiano per il soccorso in montagna. E’ stato fondato nel 1954 e nel tempo ha sviluppato una riconosciuta eccellenza nel delicato mondo del soccorso ad alta quota.
Oggi è composto da oltre 7500 tecnici, presenti in tutte le regioni d’Italia. Il CNSAS provvede al soccorso degli infortunati, dei pericolanti e al recupero dei caduti nel territorio montano, nell’ambiente ipogeo e nelle zone impervie del territorio nazionale. Contribuisce inoltre alla prevenzione e vigilanza delle attività riguardanti gli sport di montagna e alle attività speleologiche in queste stesse zone. Essendo anche una struttura nazionale operativa del servizio nazionale della protezione civile presta attività al di fuori dell’ambiente montano in caso di calamità naturale.
Al CNSAS è inoltre affidata la funzione di coordinamento nel caso di intervento di diverse organizzazioni di soccorso in ambito alpino o in ambiente impervio od ostile, e le sue strutture sono indicate alle regioni come «soggetti di riferimento esclusivo per l’attuazione del soccorso nel territorio montano ed in ambiente ipogeo».
Il CNSAS si articola sul territorio attraverso 21 Servizi costituiti ognuno per ogni regione o provincia autonoma dello Stato italiano. Ad essi convergono 31 Delegazioni alpine e 16 Delegazioni speleologiche che a loro volta racchiudono i Nuclei operativi, chiamati Stazioni, cui spetta il compito di portare soccorso. Le Stazioni alpine sono 242, mentre quelle speleologiche sono 27.


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