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Monsignor Dianin, “preghiamo per la pace insieme ai nostri fratelli della chiesa ortodossa”

Monsignor Dianin, “preghiamo per la pace insieme ai nostri fratelli della chiesa ortodossa”
Forte appello del vescovo di Chioggia, monsignor Giampaolo Dianin, affinché cessi al più presto la guerra in Ucraina. Un invito

Forte appello del vescovo di Chioggia, monsignor Giampaolo Dianin, affinché cessi al più presto la guerra in Ucraina. Un invito per il quale il novello vescovo clodiense chiede anche il sostegno della chiesa cattolica ortodossa, considerata la grande rilevanza che essa ha soprattutto in Russia.

Insediato solo da poche settimane, il nuovo vescovo di Chioggia, monsignor Giampaolo Dianin, per la sua prima intervista ufficiale ha scelto di far sentire la sua voce, per diffondere la pace, nel delicato e drammatico fronte della guerra tra Russia e Ucraina.

Monsignor Dianin si associa al pensiero di Papa Francesco. Anche a Chioggia è presente una numerosa comunità ucraina, e il vescovo, sottolinea come le guerre non siano mai la soluzione giusta.

Anche il Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia ha reso noto un messaggio di vicinanza e dolore per le vicende che stanno interessando il popolo ucraino

Poi il patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, ha visitato un gruppo di donne con minori, provenienti dall’Ucraina e accolti presso la struttura della Caritas veneziana “San Giuseppe” in località “Tana” (Sestiere di Castello, Venezia).
Il patriarca, con l’ausilio di una interprete, si è intrattenuto con gli ospiti, ascoltando le loro storie, e ha poi pregato con loro il Padre Nostro.
Attualmente la Caritas veneziana nelle sue strutture sta accogliendo 26 persone presso il dormitorio alla Tana, 3 in Casa “Cardinal Piazza”, 3 presso la Casa famiglia “San Pio X”. La casa della carità alle Muneghette, sempre in centro a Venezia per ora è libera da ospiti perché sono tutti stati già accolti presso famiglie veneziane, ma da lunedì arriveranno altre mamme con minori.

“La Caritas sta accompagnando ad oggi 100 persone, complessivamente calcolate sommando quanti sono stati accolte in famiglia, gli ospiti delle strutture diocesane di cui sopra, e gli utenti aiutati per pratiche documentali o altri servizi – si legge in una nota della diocesi -. La prassi che si sta portando avanti è quella di dare prima accoglienza nelle strutture diocesane per poi avviare accoglienze in famiglia”.

 Nel frattempo nella basilica della Madonna della Salute a Venezia, si è svolta la preghiera per la pace in Ucraina, presieduta dal patriarca Francesco Moraglia. Insieme ai fedeli greco-cattolici ucraini, accompagnati dal loro cappellano padre Yaroslav Chaykivskyy, i fedeli del patriarcato hanno pregato il Rosario. Le decine dell’Ave Maria che compongono la corona sono state pregate alternando italiano ed ucraino. Nel corso della celebrazione sono stati meditati alcuni brani del magistero dei recenti Pontefici, in particolar modo Papa Francesco. L’appuntamento di preghiera è stato preceduto dalla celebrazione della Divina Liturgia.
Dopo il canto dell’antifona Salve Regina, il patriarca ha tenuto un intervento nel quale ha sottolineato: “Condividiamo oggi un dolore che non ha parole e non può essere definito. Le immagini tristi che abbiamo visto dicono più delle parole, che in questa circostanze vanno misurate perché rischiano di essere retoriche. La guerra, attraverso la sofferenza di chi la vive, là dove la si combatte e qui dove si combatte in altro modo. Il dolore per i morti… Neanche i bambini non sono stati risparmiati. Per il cristiano questo è il tempo della preghiera. Non è qualcosa di consolatorio, ma l’unica arma che fa tacere le armi e riesce a spuntare le armi degli uomini. Non possiamo accettare che la violenza diventi un modo per costruire la storia. Preghiamo perché Dio Padre tocchi il cuore di tutti”.
don Francesco Marchesi, delegato per il dialogo ecumenico e interreligioso, al termine della celebrazione seguiranno ancora nuovi di preghiera insieme ai cristiani di tutte le confessioni presenti a Venezia, presso la Basilica cattedrale di San Marco, insieme al patriarca.