Monastero della Beata Antonia in “progettazione”. Terza ricostruzione dalla sua fondazione

di Cristina D'Armi | 04 Novembre 2020 @ 06:00 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Il monastero della Beato Antonia, non ancora ricostruito dopo il terremoto del 6 Aprile 2009, è uno dei monumenti religiosi che ha subito gravissimi danni alla struttura a seguito delle numerose scosse avvenute in passato che ne hanno provocato lesioni di grave entità con situazione prossima al crollo della facciata, degli elementi dell’aula e delle volte della navata centrale. E’ stato, infatti, necessario un lavoro di puntellamenti per evitare il crollo totale dell’edificio.

Per i lavori di restauro e di adeguamento funzionale, sono stati stimati 3 milioni e 200mila euro con la giunta di ulteriori 900mila euro, da svolgersi in un tempo di 24 mesi, importi e tempistiche che risultano dalla scheda della Protezione Civile, con Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici per l’Abruzzo- L’Aquila. Dal sito di open data ricostruzione, invece, dove lo stato del progetto è ancora in progettazione,  si evince che sono stati richiesti e finanziati 4 milioni di euro ed erogati solo 39mila 650 euro.

Il corpo architettonico si distende lungo Via Sassa e  la facciata della chiesa, in pietra locale, risale al 400 ed è caratterizzata da un semplice portale, la cui lunetta incassata reca un dipinto con S. Francesco che riceve le stimmate. L’interno dell’edificio è suddiviso in tre campate voltate a crociera su peducci mentre, la parte dietro dell’altare è caratterizzato dalla maestosa Crocifissione ad opera di Francesco da Montereale. L’aula riservata alle clarisse, disposta simmetricamente e suddivisa anch’essa in tre campate, è interamente affrescata dallo stesso artista abruzzese e da Giovan Paolo Cardone, e si compone di 99 stalli in legno di noce, realizzati nel XVI secolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Beata Antonia  fu fondato nel 1349 per volontà testamentaria di Giacomo Gaglioffi. Nel 1447 San Giovanni da Capestrano lo affidò alla badessa Antonia da Firenze che lo guidò per 7 anni. Papa Urbano VIII ne autorizzò il culto pubblico nel 1848 . Il monastero ha custodito il corpo incorrotto della Beata, morta il 29 Febbraio 1472, fino al luglio 2006, quando a seguito del trasferimento delle clarisse, è stato spostato presso il Monastero di S. Chiara a Paganica. La chiesa ha legami con l’Umbria, in particolare con Assisi, poiché fu voluta proprio dall’Osservanza Francescana.

Il complesso subì altrettanti interventi strutturali nell’800 quando fu effettuata la demolizione degli archi e del ponte medievale che lo univano allo stabile dell’ospedale, ex se del Conservatorio di Musica “A. Casella”, e nel 1941 con  l’abbattimento di parte del chiostro per la realizzazione dell’arteria di via Sallustio.

 


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