Modifiche al Bonus, le reazioni della Politica

di Redazione | 17 Febbraio 2023 @ 15:41 | POLITICA
modifiche al bonus
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L’AQUILA – Tante le reazioni del mondo della politica abruzzese al decreto del Governo che, come ampiamente scritto, prevede le modifiche al bonus: d’ora in poi non potrà più essere utilizzata l’opzione dello sconto in fattura o della cessione del credito al posto della detrazione.

Pietrucci (Pd): “Vergognosa cancellazione del bonus 110%”

“A freddo, anzi nel pieno di un tentativo messo in atto da Regioni e Amministrazioni locali, per acquisire parte dei crediti bloccati e dare una boccata d’ossigeno al sistema edilizio paralizzato, il Governo Meloni colpisce con violenza proprio questa azione istituzionale (la stessa Giunta regionale abruzzese ha appena approvato una legge in tal senso) e getta nel panico imprese, professionisti, fornitori e famiglie.

La scelta del Governo deve essere respinta anche perché rompe la fiducia dei cittadini nelle leggi dello Stato: centinaia di migliaia di famiglie rischiano di ritrovarsi senza casa, si apriranno drammatici contenziosi, migliaia di operai verranno licenziati, tutte le imprese coinvolte rischiano il fallimento o saranno costrette a cedere i loro crediti a tassi di usura a intermediari spregiudicati o a una criminalità organizzata col colletto bianco. Serve una misura-verità che sblocchi il pregresso e razionalizzi il futuro, dando una prospettiva decennale a questo innovativo istituto.”

Superbonus: Pezzopane (Pd), folle decreto governo, aggrava crisi sociale e disoccupazione

“Con il decreto approvato dal governo Meloni,  si blocca definitivamente ogni buon effetto dei Bonus edilizi che abbiamo introdotto in questi anni in Parlamento con i governi di centrosinistra.

Sono a rischio 100 mila cantieri, e migliaia di persone perderanno nel settore edile e in tanti altri comparti. E per di piu’, lo si e’ fatto ai danni delle imprese e delle persone meno abbienti, visto che la cessione del credito consentiva che la misura fosse alla portata di tutti indipendentemente dalle proprie capacita’ economiche.

Eppure la presidente Meloni in campagna elettorale aveva promesso il contrario. Questa decisione va contro i piu’ deboli e  genera disoccupazione, aggrava la crisi sociale e colpisce il prodotto interno lordo del Paese. Il pd e tutte le opposizioni si uniscano in Parlamento e nei territori per fare tutto quanto possibile per modificarlo profondamente e comunque bloccarne gli effetti devastanti.”

Mariani (Abruzzo in Comune): “La Meloni manda in rovina imprese e Famiglie”

“Solo 5 mesi fa, in piena campagna elettorale, Giorgia Meloni dichiarava: “Fratelli d’Italia ha sempre chiesto che non si cambino le regole in corsa e propone misure per sbloccare il mercato dei crediti incagliati, facilitando la cessione alle imprese che si trovano oberate dai crediti chiusi nei cassetti fiscali e prigionieri delle frequenti modifiche normative.

Con il provvedimento di ieri, invece, blocca tutto e manda in rovina migliaia di imprese e famiglie provando a scaricare le proprie colpe!

Ma il teatro dell’assurdo è andato oltre: mentre nella nostra Regione i due Presidenti di Regione Marsilio e Sospiri si vantavano di aver predisposto una legge regionale per permettere la cessione dei crediti alla Regione Abruzzo, vantando anche un’interlocuzione diretta con il Ministero dell’Economia grazie alla mediazione del Senatore Liris di Fratelli d’Italia, a Roma il loro Governo scriveva una norma che impedisce proprio la cessione dei crediti alle regioni!

A questo punto la situazione è paradossale: o non sanno quello che i loro compagni di partito fanno a Roma o mentono sapendo di mentire”.

Paolucci (Pd): “La destra condanna famiglie e imprese, Marsilio decida da che parte stare e convochi un tavolo di confronto con le forze politiche ed economiche della regione per cambiare la legge”

“Con il decreto varato ieri la destra condanna imprese e famiglie, mette in ginocchio tutta la filiera edilizia e arresta anche il processo di efficientamento energetico reso possibile con i vari bonus. Marsilio dovrà ora decidere se stare con la Meloni, come ha sempre fatto in questi quattro anni di legislatura, oppure se stare con migliaia di abruzzesi che saranno costretti a chiudere i cantieri e a restituire loro le spese sostenute e con quelle ditte che falliranno se il testo rimarrà invariato.

La Regione convochi urgentemente un tavolo con forze politiche, parlamentari e associazioni di categoria per chiedere modiche capaci di mettere in sicurezza i lavori già avanzati e concedere una proroga per quelli in itinere, in modo che le imprese possano terminare i lavori già avviati e recuperare liquidità”.

Taglieri (Ms5), “È finito il tempo della propaganda per il centrodestra abruzzese. Dicano chiaramente da che parte stanno”

“Sul Superbonus il Presidente Marco Marsilio, in quota Fratelli D’Italia, deve dire immediatamente da che parte sta: vuole fare il Presidente della Regione Abruzzo e quindi dare risposte agli abruzzesi, o fare il luogotenente della Meloni, che in Abruzzo sta stritolando più di 500 imprese, oltre 6.000 posti di lavoro e più di 1.000 cantieri?
 
 Il Presidente Marsilio dovrebbe anche spiegarci in che modo Fratelli D’Italia, Lega e Forza Italia hanno intenzione di coprire, in Abruzzo quanto nel resto del Paese, tutti quei costi per le casse pubbliche che saranno generati dalla crisi occupazionale, economica ed energetica che sicuramente seguirà lo smantellamento dei bonus edilizi.
 
La verità è che Giorgia Meloni, con il suo scellerato Governo, ha stoppato anche le regioni come la nostra che stavano tentando di intervenire sulle banche per sbloccare i crediti”.

Superbonus, Cgil: a rischio 100mila posti

Il sindacato Fillea-Cgil pronto allo sciopero se “il governo non tornerà sui suoi passi”: con lo stop alla cessione crediti “si perderanno 100mila posti”. Sul decreto superbonus interviene anche Abi-Ance, sottolineando il rischio crisi liquidità delle imprese: necessaria “una misura tempestiva che consenta immediatamente alle banche di ampliare la propria capacità di acquisto utilizzando una parte dei debiti fiscali raccolti con gli F24, compensandoli con i crediti da bonus edilizi ceduti dalle imprese e acquisiti dalle banche”.


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