Mobilità sanitaria, il report Gimbe: abruzzesi in fuga verso sanità privata di altre regioni

di Alessio Ludovici | 17 Gennaio 2024 @ 05:00 | SANITA'
Gimbe
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L’AQUILA – Un report della Fondazione Gimbe, pubblicato ieri, fa i conti in tasca al SSN soffermandosi, in particolare, sui dati della mobilità sanitaria. Il focus, per completezza dei dati, è sul 2021, anno in cui il valore della mobilità sanitaria complessiva in Italia ammonta a 4.247,29 milioni, con un trend, tra salite e discese, in crescita.

L’Abruzzo non brilla, anzi: a fronte di poco più di 80milioni di euro di crediti (la cosiddetta mobilità attiva), la regione fa i conti con quasi 190milioni di euro di debiti, la mobilità passiva. Il saldo è una passività sul sistema sanitario regionale di oltre 100milioni di euro.

In dettaglio, per quanto riguarda la mobilità attiva, l’Abruzzo fa meglio di pochissime regioni e peggio persino di Molise e Marche. La parte del leone la fanno Lombardia ed Emilia-Romagna chiaramente, veri e propri hub sanitari nazionali ormai, seguiti da Veneto e Lazio.

Le 5 Regioni con maggiori capacità di attrazione vantano crediti superiori a € 200 milioni: Lombardia (18,7%), Emilia-Romagna (17,4%), Veneto (12,7%) includono complessivamente quasi la metà della mobilità attiva. Un ulteriore 25,6% viene attratto da Lazio (9,5%), Piemonte (6,8%), Toscana (4,9%) e Campania (4,4%). Il rimanente 25,6% della mobilità attiva si distribuisce fra le altre 14 Regioni e Province autonome. I dati documentano la forte capacità attrattiva delle grandi Regioni del Nord a cui corrisponde quella estremamente limitata delle Regioni del Centro-Sud, con la sola eccezione del Lazio. In termini di saldi, peggio dell’Abruzzo fanno solamente Puglia, Lazio, Sicilia, Campania e Calabria. Ma i dati documentano anche la generale fuga verso la sanità privata, che intercetta oltre il 50% della mobilità in ingresso e spiega anche i saldi di quelle regioni in cui la sanità privata è particolarmente presente.

Per quanto riguarda, infine, le tipologie di prestazione, oltre i due terzi (69,6%) del valore totale della mobilità sanitaria riguarda i ricoveri ordinari e in day hospital e il 16,5% le prestazioni di specialistica ambulatoriale.


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