Metanodotto Snam, Pietrucci: “Marsilio impugni davanti al TAR del Lazio l’autorizzazione al metanodotto”

di Redazione | 27 Novembre 2022 @ 10:54 | POLITICA
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L’AQUILA – “Il comportamento di Marsilio nella seduta del Consiglio dei Ministri del 5 ottobre scorso, che ha autorizzato il Metanodotto Sulmona-Foligno, rappresenta una umiliazione e una offesa.  Peraltro ciniche e per di più inutili e gravi.

Una umiliazione e una offesa perché Marsilio prima ha tradito la volontà sempre espressa (nel passato e ribadita ancora oggi) da tutti i Comuni interessati e poi ha capovolto, senza alcuna valida ragione, la posizione di contrarietà espressa dalla precedente giunta regionale e dai diversi Consigli regionali succedutisi dal 2010 fino ad oggi”.

Così il consigliere regionale dem, Pierpaolo Pietrucci.

“Egli sostiene  – continua Pietrucci – di non aver modificato formalmente la negazione dell’intesa espressa dal suo predecessore Luciano D’Alfonso, ma in realtà non ha fatto nulla per difenderla. La sua è pura ipocrisia e con il suo irresponsabile comportamento, non ha fatto altro che spianare la strada all’autorizzazione.

Se ha un residuo di dignità politica ed istituzionale impugni, entro il 4 dicembre davanti al TAR del Lazio la delibera del Consiglio dei Ministri.

Marsilio è stato cinico perché non ha nemmeno avuto il coraggio di parlare esplicitamente ed espressamente: si è nascosto dietro vuoti e anonimi pareri tecnici: la nota n. 188892/22 del Servizio Genio Civile che “non riscontra competenze specifiche per quanto attiene all’aspetto antisismico” (!) e la nota n. 244231/22 del Servizio Politiche Energetiche che comunica “stante la mancanza di dirette competenze, attesta l’assenza di motivazioni tecniche ostative di competenza regionale” (come a dire: non c’entriamo niente, quindi siamo d’accordo!).

Marsilio, infine, avalla una decisione inutile sul piano strategico e dannosa per il futuro.

Infatti già adesso la rete metanifera nazionale ha una capacità di trasporto dal Sud di oltre 50 mld. di metri cubi ed è in buona parte inutilizzata. Ciò nonostante l’Italia, in questa fase geopolitica successiva alla guerra in Ucraina, sta importando più gas dell’anno scorso, tanto da averne finora rivenduto all’estero oltre 2 miliardi e 700 milioni di metri cubi, cosa mai successa in passato e, ribadiamo, con la rete già esistente. Inoltre gli stoccaggi sono pieni al 95%, un livello raggiunto con un mese di anticipo rispetto all’anno passato.

Insomma non è vero che serve accrescere e potenziare la rete: quella che c’è basta e avanza.

Invece, proprio la crisi energetica spinge ad accelerare quella transizione verso fonti rinnovabili che, se fosse iniziata qualche decennio fa, oggi ci renderebbe più indipendenti, liberi e orgogliosi per i risultati ambientali.

Per il metanodotto restano del tutto intatte e gravi le tante criticità da sempre evidenziate, e in particolare il problema della sicurezza legato all’altissima sismicità del territorio.

E invece, la Delibera del Governo autorizza “la realizzazione dell’opera in conformità agli esiti delle verifiche svolte da un Ente terzo con specifico riguardo alla mappatura delle faglie note lungo il tracciato […] e in caso di criticità lo stesso Ente terzo dovrà valutare le soluzioni costruttive più idonee”.

Altro che studio dell’INGV con eventuali modifiche del tracciato per la messa in sicurezza dell’opera!

È semplicemente assurdo – conclude il consigliere – autorizzare subito il metanodotto e rinviare ad un momento successivo lo studio dell’INGV! Per qualsiasi opera, pubblica o privata, gli studi sismici sono propedeutici all’autorizzazione. Invece si è stravolto il procedimento solo per favorire la Snam. Al posto dello studio, di cui il Governo e SNAM hanno paura, si offre una misera “compensazione economica” con cui si pensa di comprare la dignità e il silenzio di popolazioni che meritano amministratori degni e coraggiosi e non piegati agli interessi delle multinazionali dell’energia”.


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