Metanodotto, i comitati: tutte le istituzioni contrarie, Marsilio incompetente

di Redazione | 16 Giugno 2022 @ 19:30 | AMBIENTE
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L’AQUILA – “Nel maldestro tentativo di giustificare il suo asservimento alla volontà della Snam e del governo Draghi il presidente della Regione Marco Marsilio si arrampica sugli specchi, taccia di mistificazione chi si oppone all’opera perseguendo la conoscenza e la verità e tira fuori la ridicola tesi che la decisione sul metanodotto è una scelta tecnica e non politica. Se c’è un tema eminentemente politico è proprio quello dell’energia”. A sostenerlo sono i comitati contrari al metanodotto Snam, comitati cittadini per l’ambiente e coordinamento ‘No Hub del Gas’, in risposta alle dichiarazioni di Marsilio. “E’ una questione che forse più di ogni altra attiene alla geopolitica internazionale. Lo sanno bene le multinazionali del settore fossile che investono grandi quantità di denaro per la loro azione di lobbyng al fine di influenzare le decisioni dei governi, sia a livello nazionale che europeo – proseguono i comitati -. Ma il presidente Marsilio, oltre a non saper distinguere tra aspetti politici e tecnici (questa riunione afferiva alla remissione degli atti procedurali dinanzi la presidenza del Consiglio stante la negazione dell’intesa della Regione Abruzzo in materia legislativa concorrente, come quella dell’energia, appunto), non conosce neppure l’abc della democrazia e in democrazia si rispettano le decisioni delle istituzioni”. 

“Sul metanodotto e la centrale Snam tutti i livelli istituzionali, dai Comuni alla Provincia alla Regione, fino ad oggi hanno espresso, con delibere motivate anche tecnicamente, il loro no – continuano i comitati cittadini per l’ambiente e coordinamento ‘No Hub del Gas’ – . La Giunta regionale, presieduta dal presidente Luciano D’Alfonso, ha prodotto sette delibere per negare l’intesa della Regione con lo Stato. Il Consiglio regionale d’Abruzzo, compreso quello attuale, ha votato all’unanimità 10 risoluzioni di contrarietà al progetto della Snam. Anche la commissione Ambiente della Camera dei Deputati nel 2011 ha approvato, con voti unanimi, una risoluzione contraria, che non è mai stata rispettata dai Governi che si sono succeduti. Marsilio dovrebbe sapere, ma evidentemente lo ignora, che la Regione non possiede territorio: la titolarità territoriale è dei Comuni e spetta a essi certificare se l’opera è compatibile o meno con gli strumenti urbanistici. E la maggior parte dei Comuni ha attestato che il metanodotto non è compatibile.  Così come non è compatibile con gli usi civici, presenti in molte aree attraversate dal metanodotto. Quindi cade anche la pretesa giustificazione ‘tecnica’ dell’ operato del presidente Marco Marsilio. Un presidente talmente incompetente – concludono i comitati contrari al metanodotto – che non smette di fare strame delle più elementari regole dello Stato di diritto”.

 


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