Messaggi in chat ristrette, non scatta la diffamazione

di Redazione | 09 Luglio 2021, @06:07 | LA LEGGE E LA DIFESA
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Niente diffamazione per messaggi inviati tramite chat o altri mezzi di comunicazione destinati a un singolo utente o ad una chat privata con un numero ristretto di persone. Questo tipo di comunicazione va considerata alla stregua di una corrispondenza privata, e quindi incompatibile con i requisiti propri di diffamatoria. E’ questo il senso della decisione della Corte d’appello di Milano che, con la sentenza n. 984/2021, ha chiarito una vicenda che vedeva coinvolti un uomo e un donna e la loro relazione interrotta.

Una relazione finita in malo modo e che li ha portati a scontrarsi in tribunale. L’uomo era stato rinviato a giudizio per stalking dopo la denuncia della ex partner mentre la donna, sul fronte civile, era stata citata in giudizio per i danni non patrimoniali arrecati al suo ex attraverso proprio per una serie di messaggi che aveva inviato ad amici e colleghi dell’uomo con l’obiettivo di screditarlo. 

In primo grado questi messaggi era stati riconosciuti come una diffamazione e la donna quindi condannata a risarcire l’ex al pagamento di 5mila euri. La difesa ha puntato sulla natura privata dei messaggi della donna, quindi tali da non potersi configurare come diffamazione. Strategia pienamente accolta dalla Corte d’appello che ha completamente capovolto il verdetto. I giudici di secondo grado non hanno ravvisato gli estremi per la diffamazione sia per la natura dei messaggi, che esprimevano soprattutto delusione, sia per la ormai consolidata giurisprudenza di legittimità in riferimento ai messaggi nelle chat di gruppo con pochi membri. 


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