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Meritocrazia Italia, equo compenso garanzia di libertà

Meritocrazia Italia, equo compenso garanzia di libertà
A due giorni dalla giornata mondiale della giustizia sociale, Meritocrazia Italia si esprime sull'importanza dell'equo compenso

A due giorni dalla giornata mondiale della giustizia sociale, Meritocrazia Italia si esprime sull’importanza dell’equo compenso come una garanzia di libertà ed indipendenza.  Lo studio delle utilità della disciplina dell’equo impone una riflessione preliminare sul concetto di ‘equità’. Il principio ha fatto il suo ingresso nell’ordinamento italiano con l’art. 13 bis, l. n. 247 del 2012 (introdotto dall’art. 19 quaterdecies del decreto fiscale n. 148 del 2017, poi convertito nella l. n. 172 del 2017).

Secondo la previsione, nel caso di incarico legale, su convenzioni unilateralmente predisposte, conferito da imprese bancarie e assicurative nonché da imprese non rientranti nella categoria delle microimprese o delle piccole e medie imprese, come definite nella raccomandazione 2003/361/CE, il compenso è da intendersi equo soltanto quando risulta proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto nonché al contenuto e alle caratteristiche della prestazione legale e conforme ai parametri previsti dal regolamento di cui al Decreto del Ministro della Giustizia”. Ai sensi del comma 3, le convenzioni stipulate con tali clienti forti si presumono “unilateralmente predisposte” dagli stessi, salvo prova contraria. In assenza di prova contraria, le clausole ex art. 13 bis unilateralmente predisposte sono nulle qualora determinino un significativo squilibrio contrattuale a carico dell’avvocato. In tal caso il contratto resterà valido e la nullità, che rientra tra le c.dd. nullità di protezione, potrà essere fatta valere solo dall’avvocato.

L’art. 19 quaterdecies del decreto Fiscale, come poi modificato dall’art. 1 della Legge di bilancio 2018, ha esteso la disciplina dell’equo compenso ai professionisti di cui all’art. 1, l. n. 81 del 22 maggio 2017 (c.d. Job act nel lavoro autonomo e agile), anche iscritti a Ordini e Collegi, e ha previsto che la p.a., in attuazione dei principi di trasparenza, buon andamento ed efficacia delle proprie attività garantisca il principio dell’equo consenso in relazione alle prestazioni rese dai professionisti in esecuzione di incarichi conferiti dopo l’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, con espresso divieto che, dall’attuazione di tali disposizioni, derivino nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Per poter parlare di equo compenso è necessario interrogarsi su quali siano i requisiti imprescindibili, e Meritocrazia Italia risponde con Proporzionalità e conformità ai parametri ministeriali