Meritocrazia Abruzzo chiede esenzione e rimborsi per pedaggi autostradali

di Redazione | 19 Maggio 2022 @ 13:17 | ATTUALITA'
pedaggi
Print Friendly and PDF

L’AQUILA  –  Dopo la proroga della riduzione delle accise su benzina, gasolio e gas, atteso è anche il congelamento dell’aumento del 34% dei pedaggi autostradali sulle tratte A24 e A25 tra Lazio e Abruzzo, che dovrebbe scattare dal primo luglio e che era già stato rinviato a gennaio in attesa del rinnovo del Piano economico finanziario.

Si tratterà di un rincaro di ben 800,00 euro annui a famiglia, e si ricorda che, negli ultimi 14 anni, l’aumento del pedaggio sulla tratta è stato del 187%.

Per Meritocrazia il rinnovo del Piano economico finanziario resta chiuso in un cassetto, mentre continua il braccio di ferro tra Governo e società concessionaria. E il problema è solo rinviato, come finora già accaduto nel susseguirsi di deroghe e sospensioni.

Nel frattempo, dopo decenni di manutenzioni ‘al risparmio’, restano uno stato di sicurezza precaria, cantieri aperti da tempo nel tentativo di recuperare i mancati investimenti infrastrutturali, code a tratti, deviazioni su strade provinciali e statali, spartitraffico provvisori e disagi che non giustificano il pagamento del pedaggio e che causano problemi a viaggiatori e autotrasportatori che non possono rispettare tempi di viaggio e di consegna.

Nonostante siano già stati stanziati 800 milioni di euro e nonostante la nomina di diversi Commissari, la situazione non si sblocca, anche a causa di contenziosi con privati. Tante sono le incertezze sul futuro delle due autostrade, tra ipotesi di nazionalizzazione e necessità di messa in sicurezza.

Perché sia consentita una reale libertà di circolazione ai cittadini su tutto il territorio nazionale, Meritocrazia Italia invoca una programmazione degli interventi sistematica e non limitata alla contingenza, auspicando, oltre al taglio delle accise e a efficaci agevolazioni a favore delle imprese di autotrasporto, opere decise e di coraggio a favore della mobilità e della sicurezza delle infrastrutture.

Il rinvio dell’aumento dei pedaggi non basta. Si chiedono piuttosto esenzione o rimborso del pedaggio in caso di aumentati tempi di percorrenza ovvero cambio di percorso obbligatorio, insieme a

– un piano di monitoraggio delle infrastrutture e degli interventi con definizione preventiva delle coperture;

– un sistema di comunicazione chiaro e tempestivo che consenta ai viaggiatori di individuare lo stato dell’arte dei cantieri aperti;

– regole certe sulla scontistica dei pedaggi e controllo sulla fase applicativa ed imposizione di una carta dei servizi;

– un sistema di conciliazione stragiudiziale ovvero di una class action con opportunità ottenere risarcimenti, indennizzi, riparazioni, sostituzioni, riduzioni del prezzo, risoluzione del contratto o rimborsi del prezzo pagato.


Print Friendly and PDF

TAGS